“Ricordo al sindaco che quando sedevamo tra i banchi dell’opposizione facevamo di questo la nostra battaglia”
TERAMO – Sulla mancata approvazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) torna la polemica politica a Teramo. A intervenire è la consigliera comunale Maria Cristina Marroni, che punta il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto.
Marroni ricorda come, anni fa, quando sedevano entrambi tra i banchi dell’opposizione, il tema dell’accessibilità fosse stato al centro di iniziative di sensibilizzazione, tra cui una manifestazione simbolica in cui alcuni consiglieri si sedettero sulle carrozzine per far comprendere le difficoltà delle persone non deambulanti nell’accedere agli edifici pubblici.
Secondo la consigliera, a distanza di anni il problema non sarebbe stato ancora risolto. Marroni sottolinea infatti che, in Abruzzo, solo due capoluoghi su quattro hanno approvato il PEBA previsto dalla legge del 1986: L’Aquila nel 2023 e Pescara nel 2024. Teramo e Chieti, entrambe amministrate dal centrosinistra, non avrebbero invece ancora adottato il piano.
Nel suo intervento, la consigliera richiama anche l’indagine promossa dall’Associazione Luca Coscioni sull’attuazione delle norme in materia di accessibilità e inclusione, evidenziando come i due Comuni non avrebbero risposto alle richieste di accesso agli atti.
Per Marroni l’assenza del PEBA non rappresenta solo una lacuna amministrativa, ma una questione che riguarda direttamente i diritti delle persone con disabilità. «I diritti all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – sostiene – sono fondamentali per permettere a milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità».