Proposta di legge dei consiglieri regionali leghisti Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti: fondo da 500 mila euro, sostegno ai Comuni, Programma triennale e istituzione di un Osservatorio regionale per contrastare la microcriminalità e rafforzare la prevenzione sul territorio
PESCARA – Un bonus per installare allarmi e telecamere, contributi ai Comuni e un Osservatorio regionale dedicato al monitoraggio del fenomeno. Sono i cardini della proposta di legge “Disposizioni in materia di sicurezza urbana integrata, prevenzione dei reati predatori e istituzione del Bonus Sicurezza Abruzzo”, presentata dai consiglieri regionali della Lega Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti e illustrata stamattina nella sede della Regione a Pescara.
L’iniziativa nasce dalla «percezione di insicurezza da parte dei cittadini, legata ai fenomeni di microcriminalità: furti in abitazioni ed esercizi commerciali, episodi di vandalismo, degrado urbano», un dato che, spiegano i proponenti, è sempre più evidente anche nella nostra regione.
La proposta, precisano, si muove dentro il perimetro delle competenze regionali, limitandosi ad intervenire «su un modello di sicurezza urbana integrata fondato sulla prevenzione, sulla programmazione e sulla collaborazione istituzionale, dotando l’Abruzzo di strumenti a sostegno di cittadini, imprese ed enti locali».
Il primo punto è l’istituzione del “Bonus Sicurezza Abruzzo”, un contributo economico destinato a cittadini residenti, condomìni e micro e piccole imprese del territorio regionale. Il sostegno potrà coprire fino al 50% della spesa ammissibile per l’installazione o il potenziamento di sistemi di allarme, impianti di videosorveglianza e dispositivi di sicurezza passiva, come porte blindate e serrature di sicurezza. L’obiettivo è incentivare interventi concreti per proteggere abitazioni e attività commerciali, riducendo il rischio di furti e intrusioni.
Accanto al bonus, la proposta prevede l’adozione di un Programma regionale triennale per la sicurezza urbana integrata, che sarà approvato dalla Giunta previo parere della Commissione consiliare competente. Il Programma individuerà le priorità territoriali, definirà i criteri di finanziamento e stabilirà indicatori per monitorare l’efficacia degli interventi.
La Regione potrà inoltre concedere contributi ai Comuni per progetti di sicurezza urbana integrata, dando priorità alle aree maggiormente colpite da fenomeni di microcriminalità o caratterizzate da condizioni di vulnerabilità sociale. Il testo valorizza anche le esperienze di cittadinanza attiva, come il controllo di vicinato già attivo in diversi centri abruzzesi, in cui istituzioni e comunità locali collaborano.
Affinché sia possibile sostenere le misure previste, la proposta di legge istituisce il Fondo regionale per la sicurezza urbana integrata, con una dotazione iniziale di 500 mila euro derivanti da maggiori entrate tributarie ed extratributarie. Il Fondo potrà essere rafforzato attraverso risorse europee, in particolare del Programma FESR 2021-2027, del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e di ulteriori stanziamenti nazionali compatibili.
Infine, l’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana: «La Regione non ha competenze dirette in materia di ordine pubblico, ma può cooperare e fare da capofila in un lavoro di sicurezza integrata ed è questo il nostro intento», sottolineano Mannetti e D’Incecco.
L’idea è costruire un sistema coordinato, anche con prefetture e Comuni, perché «la sicurezza non si costruisce su un solo livello, ma attraverso l’azione integrata di più attori». Da un lato, spiegano, è necessario rafforzare il ruolo delle forze dell’ordine; dall’altro bisogna intervenire sui territori, avendo contezza di quali sono le aree più esposte a microcriminalità e degrado urbano. Attraverso il Programma regionale e l’Osservatorio, aggiungono, sarà possibile sostenere i Comuni e potenziare i sistemi di videosorveglianza, che «più sono diffusi e messi in rete, più risultano efficaci».