Elezioni a Pescara, Costantini scrive a Prefetto e Forze dell’Ordine: “Più controlli ai seggi per garantire la libertà di voto”

4 Marzo 2026
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Carlo Costantini

Il candidato del centrosinistra, Carlo Costantini, scrive a Prefetto e Forze dell’Ordine per sollecitare controlli più rigorosi dentro e fuori dai seggi, stop a pressioni sugli elettori e massima vigilanza sull’uso dei cellulari in cabina dopo le irregolarità che hanno portato all’annullamento del voto in 23 sezioni

PESCARA – A pochi giorni dalle elezioni comunali parziali, il candidato sindaco del centrosinistra a Pescara, Carlo Costantini, chiede di alzare il livello dei controlli. Lo fa con una lettera inviata al Prefetto, al Questore, al Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri e al Comandante della Polizia locale, nella quale sollecita un presidio «particolarmente rigoroso del rispetto delle norme poste a tutela della libertà e della genuinità del voto», con verifiche «in prossimità e nei seggi elettorali» per evitare «forme di condizionamento» e impedire l’utilizzo dei telefoni cellulari.

Alla base della richiesta c’è la memoria delle precedenti consultazioni, segnate – afferma Costantini – da «plurime e gravi irregolarità tali da determinare l’annullamento del voto e la conseguente ripetizione, della tornata elettorale in ben 23 sezioni». Una situazione che, secondo il candidato, impone un surplus di attenzione per garantire regolarità e trasparenza.

«È necessario che venga impedita qualsiasi forma di pressione o molestia nei confronti degli elettori, quantomeno entro un raggio di 200 metri dall’ingresso nei seggi», scrive Costantini nel documento, richiamando l’articolo 9 della legge 212 del 1956. In passato, si legge, sarebbero stati segnalati episodi di «intercettazione sistematica» degli elettori in prossimità degli ingressi.

Un passaggio importante riguarda poi i telefoni cellulari in cabina. Il candidato chiede che «siano ribaditi con chiarezza i divieti e che vengano predisposti controlli rigorosi per impedirne l’uso durante l’espressione del voto», invitando il Comando di Polizia Municipale a informare adeguatamente i presidenti di sezione. Il timore di Costantini riguarda la possibilità che la fotografia di una scheda possa essere usata per finalità illecite, compromettendo la segretezza del voto.

La violazione del divieto di introdurre in cabina telefoni o dispositivi in grado di registrare immagini e prevede l’arresto da tre a sei mesi e un’ammenda da 300 a 1.000 euro. Il reato si configura anche se il presidente di seggio omette di informare l’elettore del rischio e per questo, spiega ancora Costantini, i rappresentanti delle sue liste sono stati incaricati di sollecitare i presidenti di ciascuna sezione a informare puntualmente gli elettori sull’esistenza del divieto e sulle relative conseguenze.

Costantini si dice infine “certo” che le autorità coinvolte «avrebbero comunque svolto i propri compiti con la massima efficacia e competenza», ritenendo però «opportuno formalizzare la richiesta per contribuire a costruire il massimo livello di regolarità e trasparenza delle operazioni di voto».

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