A Teramo, una rete integrata di specialisti per prevenzione, diagnosi e cura delle patologie Hpv-correlate: percorsi coordinati e presa in carico completa del paziente
TERAMO – Un centro multidisciplinare che mette intorno allo stesso tavolo specialisti di aree diverse per seguire il paziente in ogni fase, dalla prevenzione alla cura. È questo lo scopo della “Hpv Unit” attivata nella Asl di Teramo: una rete integrata pensata per affrontare in modo organico le patologie legate al papillomavirus umano, evitando percorsi frammentati tra ambulatori e reparti.
La novità non è solo sul piano organizzativo, ma anche clinica. L’infezione da Hpv può interessare più distretti anatomici come le vie genito-urinarie, ano-retto, bocca-faringe e cute, e richiede competenze differenti. Per questo la Hpv Unit riunisce ginecologia e ostetricia, dermatologia e venereologia, proctologia e chirurgia colorettale, otorinolaringoiatria, microbiologia e virologia, anatomia patologica e servizi di prevenzione vaccinale e igiene pubblica. Nei casi più complessi, è prevista anche la collaborazione dell’oncologia, con il supporto della psicologia clinica quando necessario.
Ogni utente con positività al test Hpv o con manifestazioni cliniche, accede a un percorso strutturato e coordinato: la valutazione non si limita al singolo distretto interessato, ma viene estesa alle altre sedi potenzialmente a rischio, secondo le più recenti linee guida. Tra gli strumenti diagnostici disponibili anche l’anoscopia ad alta risoluzione nella Uosd di Chirurgia proctologica dell’ospedale di Sant’Omero, elemento qualificante del progetto.
«In presenza di un’infezione in un distretto anatomico è fondamentale valutare sistematicamente anche gli altri distretti – spiega Renato Pietroletti, docente all’Università dell’Aquila e direttore della Uosd di Chirurgia proctologica – La Hpv Unit consente un percorso multidisciplinare integrato e facilitato, riducendo tempi e passaggi inutili e garantendo appropriatezza clinica».
Accanto alla presa in carico, la prevenzione resta fondamentale: fra i 25 e i 29 anni, è previsto il pap test, mentre tra i 30 e i 64 anni l’Hpv-Dna test. La vaccinazione anti-Hpv è raccomandata dagli 11-12 anni, con recupero fino ai 26 e valutazione individuale fino ai 45; l’offerta è gratuita fino ai 18 anni e viene riproposta attivamente al venticinquesimo anno.
«Con l’attivazione della Hpv Unit offriamo un modello unico in Abruzzo- sottolinea il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia – Un centro che rafforza la prevenzione e garantisce ai pazienti un percorso sicuro, coordinato e realmente multidisciplinare».