Avvio da incubo per i rossoblù: tre gol subiti in un lampo, rimonta solo sfiorata. Fischi e contestazione nel finale
L’AQUILA – Sei minuti che pesano come un macigno, tre reti incassate prima ancora di entrare davvero in partita e una rincorsa generosa ma incompiuta. Al “Gran Sasso‑Acconcia” il Sora vince 3‑2 e infligge all’Aquila la seconda sconfitta casalinga della stagione.
Prima del calcio d’inizio spazio alle emozioni: Giorgio Mantini, aquilano doc, è stato premiato per le 100 presenze in maglia rossoblù. Dall’altra parte nel riscaldamento il Sora perde Casciano per infortunio: al suo posto giocherà Tatti che diventerà il protagonista assoluto dell’incontro.
Il cronometro segna 35 secondi quando gli ospiti colpiscono: Curatolo recupera palla sulla destra, serve Boglione che appoggia per Tatti bravo a battere Michielin di prima intenzione.
Passano appena due minuti e arriva il raddoppio, ancora con Tatti, imbeccato da Curatolo e letale dal cuore dell’area. È 0‑2 al terzo minuto.
L’Aquila prova a reagire con un diagonale di Mantini che colpisce il palo, attraversa lo specchio e termina sul fondo. Ma sul ribaltamento di fronte il Sora affonda ancora: verticalizzazione per Curatolo che in corsa piazza la palla sotto la traversa, terzo gol in soli sei minuti di gara.
Prima del quarto d’ora L’Aquila rientra in partita: Touré si inventa una giocata personale e fulmina Laukzemis dalla media distanza.
Il numero 28 è il più ispirato: al ventesimo la sua girata viene deviata in angolo dal portiere ospite. Dalla bandierina Mantini sfiora addirittura il gol direttamente da calcio d’angolo.
Il Sora resta però pericoloso in ripartenza: Curatolo lancia Speranza che, solo davanti a Michielin, calcia largo. I rossoblù rispondono con Di Renzo che sfiora il palo dal limite.
A dieci minuti dall’intervallo arriva l’occasione più clamorosa: un’altra sassata di Touré centra il palo, Bellardinelli trova la risposta prodigiosa di Laukzemis ma sulla ribattuta Sparacello alza troppo la conclusione. Il primo tempo si chiude 1‑3 con l’Aquila viva ma imprecisa.
La ripresa si apre con una sventola di Speranza respinta da Michielin. Dall’altra parte Di Renzo impegna ancora Laukzemis.
L’Aquila aumenta la pressione ma fatica a trovare spazi. Ci provano Sparacello, Pandolfi e De Grazia senza impensierire il portiere ospite. Molto più insidiosa la volée di Mantini alla mezz’ora, palla che scheggia la traversa.
La spinta rossoblù produce l’episodio che riaccende il match: Touré viene affossato in area da Orazzo e l’arbitro indica il dischetto. Sparacello non sbaglia e spiazza Laukzemis: 2‑3.
Nel recupero L’Aquila costruisce due palle gol enormi. Prima il tacco di Pandolfi libera De Grazia, murato dall’uscita di Laukzemis. Poi, al culmine di una mischia, Tomas calcia incredibilmente sul fondo a porta quasi vuota.
Per l’Aquila arrivano fischi e contestazione da parte del pubblico, amareggiato per un avvio che ha compromesso una gara poi dominata sul piano delle occasioni.
Dopo la sosta L’Aquila tornerà in campo il 15 marzo a Senigallia, chiamata a reagire e a ritrovare solidità dopo un pomeriggio segnato da un blackout iniziale che ha fatto la differenza.