Gioia dei Marsi, la “Tracciatura del Solco dritto” entra nel Registro nazionale: ufficiale il decreto del Ministero

2 Marzo 2026
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GIOIA DEI MARSI, LA “TRACCIATURA DEL SOLCO DRITTO” ISCRITTA AL REGISTRO NAZIONALE: UFFICIALE IL DECRETO DEL MINISTERO

La pratica agricola secolare ottiene il riconoscimento del MASAF: coinvolte sei regioni. Il sindaco Alfonsi: «Passaggio istituzionale significativo, è parte della nostra identità culturale»

GIOIA DEI MARSI — Una tradizione agricola che affonda le radici nel Seicento entra ufficialmente tra i patrimoni riconosciuti dallo Stato. La “Tracciatura del Solco dritto”, rito votivo e comunitario che caratterizza da secoli i territori interni dell’Italia centrale, è stata iscritta al Registro nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali con decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Il provvedimento segue il parere positivo espresso dall’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale nella seduta del 2 febbraio 2026.

Nel decreto si sottolinea che «si tratta di un riconoscimento di rilevanza nazionale che coinvolge sei Regioni del centro e sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Marche e Umbria) e che valorizza una pratica agricola documentata fin dal 1625, legata alla tradizione votiva e alla storia delle comunità rurali». La Tracciatura consiste nella realizzazione, al termine del raccolto, di solchi chilometrici perfettamente rettilinei nei campi destinati a seminativo, come gesto di ringraziamento per l’annata agraria conclusa e propiziatorio per quella successiva.

Per Gioia dei Marsi, uno dei comuni simbolo di questa tradizione, il riconoscimento rappresenta un passaggio storico. «Per il Comune di Gioia dei Marsi l’iscrizione al Registro nazionale rappresenta un passaggio istituzionale significativo nel percorso di tutela e valorizzazione delle tradizioni locali», afferma il sindaco Gianluca Alfonsi. «La Tracciatura del Solco dritto è parte integrante della nostra identità culturale e del nostro patrimonio immateriale. L’atto del Ministero ne riconosce ufficialmente il valore storico, agricolo e comunitario».

Il decreto ministeriale richiama inoltre la necessità di trasmettere la pratica alle giovani generazioni e di mantenere attiva la rete dei territori coinvolti, raccomandando il rafforzamento delle iniziative condivise tra i cosiddetti “Borghi del Solco”. Un impegno che l’amministrazione comunale intende portare avanti: «Il Comune continuerà a collaborare con gli altri territori aderenti per promuovere la conoscenza della pratica e consolidare le attività connesse», conclude Alfonsi. «L’obiettivo è garantire continuità e coordinamento istituzionale nel rispetto delle indicazioni contenute nel decreto».

L’iscrizione comporta la pubblicazione della pratica in una sezione dedicata del sito istituzionale del Ministero, assicurandone visibilità e riconoscimento a livello nazionale.

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