Dopo l’arresto di due giovani napoletani, un nuovo episodio scuote la comunità. Il Comune diffonde un vademecum per difendersi dalle trappole ai danni dei più fragili
TORNARECCIO – Non c’è pace per il Comune di Tornareccio, negli ultimi due mesi bersaglio di furti e truffe ai danni di cittadini anziani. A meno di ventiquattro ore dalla brillante operazione dei carabinieri di Archi, che giovedì 26 febbraio hanno fermato due giovani di origini napoletane dopo un inseguimento sulla Fondovalle Sangro, un nuovo caso getta inquietudine in paese.
Venerdì scorso una signora di 89 anni è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è spacciato per avvocato, sostenendo che il figlio della vittima fosse rimasto coinvolto in una vicenda giudiziaria. Il finto legale le ha chiesto denaro per “aiutare” il congiunto, convincendola così a consegnare circa 4mila euro a un sedicente incaricato che, pochi minuti dopo, si è presentato alla porta di casa. Solo in seguito la donna ha capito di essere stata ingannata e, sotto shock, avrebbe accusato un malore.
La truffa è avvenuta proprio mentre al tribunale di Lanciano si stava celebrando il processo per direttissima ai due truffatori arrestati il giorno prima. Entrambi, ventitreenni napoletani, sono stati intercettati e bloccati dai carabinieri dopo una fuga rocambolesca. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi l’obbligo di dimora nel comune partenopeo.
Gli episodi ravvicinati fanno pensare a un’organizzazione criminale ben strutturata, composta da soggetti che si muovono di regione in regione colpendo persone sole e vulnerabili. A fronte di questa ondata di raggiri, il Comune di Tornareccio ha diffuso un vademecum rivolto ai cittadini, con semplici ma fondamentali regole per riconoscere e prevenire le truffe. Tra i consigli, diffidare da chi chiede denaro per telefono, contattare sempre le forze dell’ordine e, in caso di dubbio, non aprire la porta a sconosciuti.