Cinque incontri formativi, biblioteche giuridiche interne e un percorso di conoscenza pensato per i detenuti: a Teramo la pena diventa occasione di consapevolezza, inclusione e reinserimento sociale
TERAMO – A Teramo, nel carcere di Castrogno, è arrivato “Nessuno escluso”, il progetto nazionale che porta la cultura giuridica e costituzionale dentro gli istituti penitenziari, con l’obiettivo di offrire ai detenuti strumenti di comprensione, consapevolezza e crescita personale.
L’iniziativa, promossa dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia insieme alla casa editrice Lefebvre Giuffrè e all’associazione Antigone, fa tappa in Abruzzo dopo aver coinvolto strutture di Roma e Bari. E ora prova a radicarsi anche a Teramo, puntando su un’idea semplice: la pena non è solo custodia, ma deve essere anche percorso di conoscenza e rieducazione.
Il progetto è infatti partito a settembre 2024 nel carcere femminile “Germana Stefanini” di Roma Rebibbia e successivamente avviato nel 2025 nella casa circondariale “Ruccil di Bari, coinvolgendo finora oltre 100 detenuti.
Alla presentazione hanno preso parte le istituzioni del territorio, dalla direttrice del carcere Maria Lucia Avantaggiato ai rappresentanti della Regione, del Comune e della magistratura: il consigliere regionale Emiliano Di Matteo, la vicesindaca di Teramo Stefania Di Padova, la presidente del tribunale di sorveglianza dell’Aquila Marta D’Eramo, il provveditore Dap Lazio-Abruzzo-Molise Giacinto Siciliano, il professor Giuseppe Marazzita dell’Università di Teramo e la garante regionale Monia Scalera. Un segnale di attenzione condivisa verso un tema che riguarda non solo il carcere, ma l’intera comunità.
Il progetto si articola in cinque incontri formativi guidati da esperti, dedicati ai principi fondamentali della Costituzione: dalla funzione della pena al valore della dignità umana, dall’uguaglianza alla solidarietà, fino al significato del reinserimento sociale. Accanto alle lezioni, sono previsti anche spazi di consultazione con veri e propri punti biblioteca giuridica all’interno delle sezioni detentive, con materiali cartacei e digitali messi a disposizione per lo studio e l’approfondimento.
L’obiettivo è fornire strumenti culturali che possano aiutare a costruire percorsi di responsabilizzazione e ridurre il rischio di recidiva, rafforzando il legame tra legalità, diritti e doveri.