Gas a Bomba, LNEnergy sfida i ricorsi: «Difenderemo il progetto, il territorio non si tutela con i no, serve dialogo»

27 Febbraio 2026
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Bomba, la società LNEnergy risponde alll’annuncio del ricorso al TAR della Provincia ad adiuvandum

La società replica all’offensiva legale di Provincia e Comune dinanzi al TAR: «Sconcertati dal cambio di rotta della politica. Siamo pronti al confronto tecnico, ma basta contrapposizioni ideologiche»

BOMBA – La battaglia per il metano della Val di Sangro si sposta ufficialmente nelle aule di giustizia, ma con un duro j’accuse che punta dritto ai palazzi della politica. Dopo il ricorso al TAR presentato dal Comune di Bomba e il recente intervento ad adiuvandum della Provincia di Chieti, LNEnergy rompe il silenzio. La società, titolare del progetto di estrazione di gas naturale, non solo conferma la battaglia legale per dimostrare l’infondatezza delle istanze dei sindaci, ma rivendica la solidità tecnica di un investimento che, a suo dire, viene oggi osteggiato per ragioni puramente ideologiche e politiche.

L’attacco dell’azienda è diretto: si contesta la mancanza di un dialogo reale e, soprattutto, una memoria storica che sembra aver subito improvvise amnesie.

La posizione dei vertici aziendali è netta. La società ha già dato mandato ai propri legali per rispondere punto su punto alle contestazioni pendenti presso la sede pescarese del Tribunale Amministrativo Regionale.

«Siamo forti delle posizioni tecniche che abbiamo espresso in tutte le sedi competenti — dichiara Francesco Di Luca, responsabile LNEnergy — e non ci tiriamo indietro rispetto ai meccanismi di ricorso. Difenderemo con determinazione le nostre posizioni, nella consapevolezza della solidità del progetto e della correttezza dell’iter seguito».

Il rammarico della società nasce dalla scelta della magistratura come “scorciatoia” rispetto alla concertazione. «Spiace constatare come spesso si scelga la strada del ricorso come extrema ratio, evitando percorsi di concertazione e dialogo preventivi e costanti nel tempo. Si fa ricorso e si pensa di aver fatto il proprio dovere a tutela delle comunità, ma i problemi restano. Tentare di bloccare o rallentare gli investimenti attraverso i ricorsi non equivale a risolvere le questioni sul tavolo».

Uno dei punti più controversi sollevati da LNEnergy riguarda il cambio di atteggiamento dell’amministrazione locale. La società sottolinea come, nel passato, il giudizio fosse diametralmente opposto.

«Colpisce che ciò che nel 2007 veniva definito dalla stessa guida amministrativa — di ieri e di oggi — del Comune di Bomba come “una svolta, senza danni ambientali” e “un’occasione unica per il rilancio dell’economia”, oggi venga descritto in termini opposti. Le valutazioni tecniche di tre Ministeri della Repubblica Italiana parlano di compatibilità e sostenibilità. Per questo riteniamo che il confronto debba basarsi sui fatti e sulla coerenza delle scelte nel tempo, non su posizionamenti che cambiano a seconda del clima politico del momento».

Per la società proponente, il gas non rappresenta una minaccia ma una risorsa economica capace di generare valore, a patto di intervenire sulle fragilità strutturali del territorio con investimenti pubblico-privati. La critica si estende anche al metodo istituzionale: LNEnergy lamenta di essere stata esclusa da commissioni regionali e assemblee pubbliche, dove l’iniziativa sarebbe stata presentata «come se le società proponenti fossero il “male assoluto”, senza mai prevedere un contraddittorio».

«Un territorio si spopola e si depaupera quando si impedisce alle attività industriali ed economiche di nascere e crescere nel rigoroso rispetto delle norme e degli standard di sicurezza», conclude l’azienda, ribadendo la propria disponibilità a un confronto trasparente che possa far coesistere, finalmente, sviluppo industriale e tutela dell’ambiente.

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