Scabbia, le raccomandazioni della ASL di Pescara: come riconoscerla e fermare il contagio

26 Febbraio 2026
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Scabbia: il ritorno silenzioso Cos’è, come si riconosce e perché è importante trattarla correttamente

L’Unità Operativa di Dermatologia fa chiarezza sull’aumento dei casi: il prurito notturno è il primo segnale. Necessari diagnosi medica e trattamenti simultanei dei contatti stretti per evitare reinfestazioni

PESCARA – Non è una malattia del passato, né un segnale di scarsa igiene personale: la scabbia è un’infestazione cutanea ancora fortemente presente. Dopo la flessione registrata durante il periodo pandemico, la ripresa delle normali interazioni sociali ha portato con sé un sensibile aumento dei casi. Per fronteggiare il fenomeno e prevenire paure infondate, la ASL di Pescara, attraverso l’Unità Operativa di Dermatologia diretta dal Dr. Giampiero Mazzocchetti, ha diffuso un vademecum per istruire i cittadini sulla corretta gestione del parassita.

La scabbia, causata dall’acaro Sarcoptes scabiei, si manifesta tipicamente con un prurito intenso che peggiora nelle ore notturne. È proprio questa l’indicazione principale: la sensazione di fastidio sotto le coperte, dovuta alla reazione immunitaria e alla vasodilatazione, rappresenta spesso il primo campanello d’allarme che deve condurre allo specialista.

La trasmissione avviene per contatto diretto e prolungato. Sebbene la cura sia efficace, il successo terapeutico dipende rigorosamente dalla disciplina nel seguire i protocolli. Oltre all’applicazione di creme specifiche (permetrina) o, nei casi complessi, all’uso di farmaci per via orale, la ASL pone l’accento sulla necessità di un intervento collettivo.

«È fondamentale evitare il fai-da-te e rivolgersi al medico in presenza di prurito persistente e lesioni sospette», spiega il Dr. Mazzocchetti. «La scabbia si cura efficacemente, ma è necessario seguire correttamente le indicazioni terapeutiche, effettuare una adeguata bonifica ambientale e trattare tutti i contatti stretti, come chi condivide il letto o vive sotto lo stesso tetto, bambini che giocano insieme o adulti esposti a contatti ravvicinati per lavoro o attività sociali, per prevenire reinfestazioni».

Le autorità sanitarie segnalano inoltre un aumento dei casi di fallimento terapeutico, dove i normali cicli di trattamento non risultano sufficienti. In queste situazioni, la ASL di Pescara suggerisce di valutare strategie alternative, come l’estensione del tempo di posa dei farmaci o l’utilizzo combinato di diverse terapie, sempre sotto stretto controllo dermatologico.

Accanto ai farmaci, resta essenziale la decontaminazione di vestiti e biancheria. La scabbia ha una rilevanza sociale significativa: se non riconosciuta tempestivamente, può diffondersi rapidamente in comunità chiuse. Per questo, l’invito della ASL alla cittadinanza è di rivolgersi prontamente al proprio Medico di Medicina Generale o allo specialista, evitando soluzioni improvvisate che rischiano di prolungare inutilmente la presenza del parassita.

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