Il Comitato per la Legislazione ascolta i primi cittadini di sei territori esclusi dalla nuova classificazione nazionale. Mannetti: «In arrivo un disegno di legge sulle aree interne. Pronti a tutelare i Comuni anche sul dimensionamento scolastico»
L’AQUILA — La richiesta è stata unanime, senza distinzioni territoriali: «Vogliamo tornare ad essere riconosciuti come comuni di montagna». È il messaggio che i sindaci di Bolognano, Castilenti, Rocca Scalegna, Furci, Montefino e Molina Aterno hanno portato questo pomeriggio al Comitato per la Legislazione, riunito all’Emiciclo per affrontare due nodi cruciali per le aree interne: la nuova classificazione dei comuni montani e il dimensionamento scolastico.
I primi cittadini hanno illustrato alla presidente Carla Mannetti e ai componenti del Comitato le criticità generate dalla legge nazionale n. 131/2025, che ha ridefinito i criteri per individuare i comuni montani, escludendo realtà che per storia, conformazione geografica e servizi continuano a vivere le stesse fragilità dei territori d’altura.
Al termine della seduta, Mannetti ha chiarito il percorso legislativo in corso: «Il Comitato ha fatto presente ai Comuni che è in corso di redazione un disegno di legge che non riguarda solo il discorso sulla legge sulla montagna ma riguarda le aree interne e anche i Comuni della legge n. 131». La presidente ha ricordato che, come già evidenziato dall’assessore Roberto Santangelo e dal presidente Marco Marsilio, «nell’Accordo della Conferenza unificata sarà lasciata una finestra per la destinazione di risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit), di competenza regionale, anche ai Comuni che sono stati esclusi, ma rientrano nella vecchia classificazione della legge n. 991 del 25 luglio 1952, “Provvedimenti in favore dei territori montani”».
Un altro fronte caldo è quello del dimensionamento scolastico, che rischia di penalizzare ulteriormente i piccoli centri. «Sul discorso del dimensionamento scolastico, il Comitato si farà portatore, presso l’assessore Roberto Santangelo, di questi timori e paure chiedendogli di convocare un tavolo. Noi sappiamo che c’è la possibilità di derogare, tramite il servizio scolastico regionale, alla norma nazionale e siamo convinti che su questo la Regione Abruzzo sarà molto attenta», ha assicurato Mannetti.
La presidente ha poi fatto il punto sul lavoro del gruppo interistituzionale Giunta‑Consiglio impegnato nella definizione di una legge quadro sull’Appennino abruzzese: «È stato fatto un primo passo, con una disamina di tutta la normativa esistente a livello regionale e nazionale. Come componenti del Comitato stiamo lavorando in prima persona alla stesura di alcune norme di legge che poi consegneremo agli assessori competenti».
La seduta si è chiusa con l’impegno a proseguire il confronto e a garantire che le istanze dei territori interni trovino spazio nei prossimi passaggi legislativi.