Secondo la Corte d’Appello per minorenni dell’Aquila, le numerose coltellate inflitte al corpo del giovane Crox sarebbero da classificare come “perdita di controllo” e non come crudeltà
L’AQUILA – Non sarebbero state azioni compiute con l’intento di infliggere sofferenze ulteriori alla vittima, ma gesti violenti scaturiti da un impulso e dalla perdita di controllo. Con questa motivazione la Corte d’Appello dell’Aquila per i minorenni ha escluso l’aggravante della crudeltà per uno dei due giovani imputati nell’omicidio di Christopher Thomas Luciani, il sedicenne conosciuto come “Crox”, ucciso in un parco di Pescara nel giugno 2024.
Le motivazioni della sentenza di secondo grado – rese note ieri e riportate dal Tgr Abruzzo – spiegano la decisione dei giudici che, pur definendo la condotta «crudele» e i gesti «riprovevoli», ritengono che le 25 coltellate inferte al ragazzo non fossero finalizzate a provocare un male aggiuntivo rispetto all’azione omicida. Si sarebbe trattato, secondo la Corte, di azioni «violente, convulse e incontrollate», ma non orientate ad accanirsi per aumentare la sofferenza della vittima, già inerme a terra.
La riforma della sentenza di primo grado, pronunciata nel marzo 2025, risale al 26 novembre scorso, e ha comportato per uno dei due imputati la riduzione della da 19 anni e 4 mesi a 16 anni di reclusione; per il secondo giovane, anch’egli minorenne all’epoca dei fatti, la condanna è invece scesa da 16 a 14 anni.
La Corte affronta anche l’episodio del calcio sferrato al volto della vittima dopo il decesso, attribuendolo proprio alla condizione psichica del ragazzo e al suo scarso controllo degli impulsi. Per lo stesso imputato il collegio aveva accolto la proposta di avviare un percorso di giustizia riparativa.
Restano invece confermati i futili motivi alla base del delitto. I giudici hanno inoltre tenuto conto della minore età dell’imputato in questione – non più subordinata alle aggravanti –, delle difficoltà psicologiche emerse, pur non configurandosi come patologiche, e della partecipazione alle attività nel carcere minorile dove sta scontando la pena.