All’Ospedale Santo Spirito attiva la crioablazione percutanea per il tumore al seno a basso rischio: per la prima volta in Abruzzo sarà possibile trattare casi selezionati senza intervento chirurgico, con una tecnica mini-invasiva in anestesia locale e senza asportazione della mammella
PESCARA – Una nuova frontiera nella cura del tumore al seno si apre in Abruzzo. All’Ospedale Santo Spirito è entrata in funzione la crioablazione percutanea, tecnica mini-invasiva che permette di eliminare alcune forme di carcinoma mammario senza ricorrere alla chirurgia tradizionale. Si tratta del primo centro regionale ad adottare questa procedura, destinata a pazienti con tumori a basso rischio.
La metodica è stata avviata dalla UOC di Radiologia della ASL di Pescara, diretta dal dottor Vincenzo Di Egidio, con il supporto scientifico del professor Franco Orsi, responsabile della Radiologia Interventistica dell’Istituto Europeo di Oncologia. L’introduzione, avvenuta nella giornata di ieri, è stata accompagnata da una sessione formativa che ha coinvolto radiologi e chirurghi senologi, con l’obiettivo di integrare la nuova opzione terapeutica all’interno del percorso multidisciplinare già attivo in ospedale.
La crioablazione agisce attraverso il freddo estremo: un ago viene inserito sotto guida ecografica nella lesione e, mediante cicli di congelamento controllato, distrugge il tessuto tumorale. L’intervento si svolge in anestesia locale, non richiede sala operatoria né ricovero prolungato e non comporta l’asportazione di porzioni della mammella.
I casi candidabili sono accuratamente selezionati. Oggi, grazie alle analisi biologiche – recettori ormonali, indice Ki67, espressione di HER2 – è possibile individuare tumori meno aggressivi, come i cosiddetti “luminali A”. In presenza di lesioni di piccole dimensioni, generalmente inferiori ai due centimetri e senza coinvolgimento linfonodale, i dati scientifici indicano tassi di recidiva a cinque anni, come nel caso di un trattamento chirurgico.
La procedura si rivolge soprattutto a donne in menopausa, oltre i 50 anni, con diagnosi precoce e caratteristiche biologiche favorevoli. In situazioni selezionate, può essere evitata anche la biopsia del linfonodo sentinella, senza ricadute negative sulla sopravvivenza.
Oltre al beneficio clinico, la novità assume un valore organizzativo: rendere disponibile la crioablazione sul territorio significa evitare viaggi fuori regione e ridurre costi e tempi di ricovero. Un passo avanti nell’accesso equo alle cure oncologiche, che rafforza l’offerta sanitaria abruzzese.
Con questa attivazione, Pescara si colloca tra i centri italiani che offrono un trattamento innovativo e meno invasivo per il tumore della mammella a basso rischio. Le pazienti potranno accedere alla valutazione attraverso i percorsi senologici aziendali, con una presa in carico multidisciplinare che garantirà appropriatezza e sicurezza clinica.