Teatri a Pescara. Costantini attacca il centrodestra sui ritardi: “Niente meriti da rivendicare, servono spiegazioni”

22 Febbraio 2026
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Teatro d'Annunzio di Pescara, finanziamento dalla Regione nell'ambito della riprogrammazione dei Fondi FSC

Il candidato sindaco del centrosinistra Carlo Costantini attacca l’amministrazione sui ritardi nella riqualificazione del Teatro D’Annunzio, del Conservatorio Luisa D’Annunzio e del Teatro Michetti

PESCARA – Duro intervento del candidato sindaco di Pescara per il centrosinistra, Carlo Costantini, che replica agli annunci del candidato del centrodestra in materia di cultura e punta il dito contro i ritardi nella riqualificazione dei principali spazi cittadini.

«I ritardi clamorosi e giganteschi non consentono di rivendicare meriti, ma imporrebbero di dare spiegazioni. Nella vita comune, in presenza di queste condizioni, una persona sarebbe chiamata a giustificarsi. Qui, invece, assistiamo a un vanto continuo», afferma Costantini.

Nel mirino, in particolare, il teatro Teatro D’Annunzio. «Un anno e mezzo fa era stato annunciato che sarebbe stato riaperto nel 2026. Oggi siamo ancora nella fase di approvazione del progetto esecutivo: questo dimostra che i ritardi sono clamorosi. Si sta privando la città e il mondo culturale di uno spazio fondamentale e invece di assumersi la responsabilità di questi ritardi si continua a fare propaganda».

Critiche anche sul Conservatorio Luisa D’Annunzio. Secondo Costantini le risorse sarebbero «disponibili da anni», ma solo in piena campagna elettorale sarebbero arrivati gli annunci, così com’è accaduto anche nel caso del Teatro Michetti, per il quale «si è arrivati soltanto ora alla firma del contratto con l’impresa. Ma l’amministrazione governa da sette anni e il teatro è ancora chiuso. È difficile comprendere dove siano i meriti da rivendicare».

Per Costantini «i pescaresi e la cultura di Pescara meritano rispetto» e serve «programmazione, competenza e tempi certi, non annunci a ridosso delle elezioni». Il candidato del centrosinistra distingue inoltre tra cultura e intrattenimento: «Troppo spesso la destra confonde la cultura con lo spettacolo e con il semplice divertimento che, per una città come Pescara, sono certamente importanti, ma rappresentano solo un aspetto di un tema molto più ampio».

Infine, Costantini coglie l’occasione per annunciare un programma «per rilanciare la cultura cittadina, restituire piena funzionalità ai suoi spazi e valorizzare davvero le energie culturali del territorio. È necessario affrontare il tema in modo serio, strutturale e non banale, con una visione di lungo periodo che restituisca centralità alla cultura come infrastruttura permanente della città».

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