Famiglia nel bosco, la Garante dell’infanzia: «Se confermato grave il coinvolgimento della psicologa»

22 Febbraio 2026
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Garante infanzia

Richiamo all’imparzialità nelle valutazioni tecniche da parte di Alessandra De Febis, che annuncia approfondimenti sul caso dei giudizi social denigratori nei confronti della famiglia neorurale

PESCARA – Se venisse confermato il coinvolgimento di una professionista che in passato avrebbe espresso sui giudizi social «fortemente denigratori» nei confronti della famiglia finita al centro della vicenda del bosco, si tratterebbe di «un fatto di estrema gravità». Lo afferma la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, tornando sul caso.

La Garante richiama «la centralità del superiore interesse dei minori coinvolti, che deve rappresentare il riferimento esclusivo di ogni decisione e di ogni valutazione». E avverte: «Un professionista che abbia già manifestato un orientamento pregiudiziale non può garantire quella necessaria serenità di giudizio indispensabile per valutare in modo obiettivo la condizione psicologica e fisica dei minori e del loro nucleo familiare».

In procedimenti che incidono profondamente sulla vita dei bambini, sottolinea De Febis, «non è ammissibile neppure il dubbio sulla neutralità di chi è chiamato a svolgere funzioni tecniche».

«Il rischio concreto è che si perda di vista l’obiettivo principale: la tutela effettiva dei diritti dei bambini», ribadisce. Alla luce degli elementi emersi, la Garante annuncia l’intenzione di attivarsi «perché vengano compiuti tutti gli approfondimenti necessari» e per verificare che ogni passaggio sia stato improntato a «imparzialità, correttezza e trasparenza».

«Mi attiverò per utilizzare tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento al fine di comprendere pienamente quanto accaduto e contribuire a fare luce su una situazione che sta assumendo contorni di particolare gravità», conclude la Garante.

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