Montagna, Mannetti (Lega) rassicura i territori: «Nessun Comune sarà lasciato indietro»

20 Febbraio 2026
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L'Aquila, la consigliera regionale della Lega, Carla Mannetti

La presidente del Comitato per la Legislazione chiarisce gli effetti dell’Accordo in Conferenza Unificata: tutele garantite anche ai Comuni del vecchio elenco e nessuna interruzione dei benefici

L’AQUILA — Nel dibattito sulla nuova classificazione dei Comuni montani interviene la presidente del Comitato per la Legislazione, Carla Mannetti, che invita a riportare la discussione «ai testi ufficiali» e a superare letture «allarmistiche» circolate negli ultimi giorni. Al centro del confronto, l’Accordo sancito in Conferenza Unificata il 5 febbraio 2026, che secondo la consigliera regionale contiene garanzie precise per i territori storicamente riconosciuti come montani.

«L’Accordo sancito in Conferenza Unificata il 5 febbraio 2026 contiene una previsione molto chiara che garantisce tutele anche ai Comuni storicamente classificati montani», afferma Mannetti. «Le Regioni possono tenere conto delle esigenze dei Comuni compresi nell’elenco storico predisposto sulla base della legge del 1952, anche se non rientrano nei nuovi criteri di classificazione. È un passaggio fondamentale che smentisce letture allarmistiche».

La consigliera respinge l’idea di territori penalizzati: «Non esistono Comuni di serie A e Comuni di serie B. La nuova classificazione introduce criteri oggettivi basati su altitudine e pendenza, ma contestualmente riconosce alle Regioni un margine di autonomia nella programmazione e nell’assegnazione delle risorse, proprio per garantire equilibrio e continuità di intervento».

Mannetti sottolinea inoltre che l’Accordo prevede la permanenza delle misure agevolative vigenti fino all’aggiornamento della normativa regionale: «Non vi è alcuna interruzione automatica dei benefici. Le clausole di salvaguardia sono esplicitamente previste».

La responsabilità, ora, passa alle Regioni: «Devono utilizzare gli strumenti messi a disposizione per sostenere i territori montani e quelli che, pur non rientrando nei nuovi parametri, presentano condizioni di fragilità strutturale».

Un richiamo anche al metodo: «La montagna non si difende con polemiche, ma con atti concreti, programmazione e buon senso istituzionale. L’Accordo in Conferenza Unificata offre una cornice equilibrata che consente di intervenire senza lasciare indietro nessuno e su questo punto sia il Presidente Marsilio che l’Assessore Santangelo sono stati chiari».

Mannetti conclude ribadendo l’impegno istituzionale: «Come Presidente del Comitato per la Legislazione continuerò ad operare affinché l’attuazione normativa sia coerente con le esigenze reali delle aree interne e montane e con l’obiettivo prioritario di contrastare lo spopolamento e rafforzare i servizi nei territori più fragili del nostro Abruzzo».

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