Giulia Di Sabatino, il pm chiede 8 anni per Totaro: il 5 marzo la sentenza su un caso che scosse il Teramano

19 Febbraio 2026
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Processo per induzione alla prostituzione minorile e pornografia minorile, in aula le lacrime della madre Mary Coci. La famiglia pronta a chiedere la riapertura dell’inchiesta sulla morte della giovane

TERAMO – Otto anni di reclusione. È questa la richiesta formulata dal pubblico ministero Laura Colica nei confronti del 35enne Francesco Giuseppe Totaro, imputato nel procedimento legato alla vicenda di Giulia Di Sabatino, la ragazza precipitata da un cavalcavia dell’A14 a Giulianova nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2015, giorno del suo diciannovesimo compleanno. L’udienza odierna si è chiusa con la requisitoria dell’accusa e con la richiesta di assoluzione avanzata dalla difesa, rappresentata dall’avvocata Donatella Tiberio. La sentenza è attesa per il 5 marzo.

I fatti contestati risalgono agli anni in cui Giulia e altre ragazze coinvolte avevano tra i 15 e i 16 anni. L’indagine, avviata dalla Procura dell’Aquila, era partita dal ritrovamento sul cellulare dell’imputato di fotografie osé che ritraevano minori.

In aula la madre della giovane, Mary Coci, non ha trattenuto le lacrime durante l’ultima fase del processo, mentre i genitori – costituiti parte civile con l’avvocato Antonio Di Gaspare – hanno ribadito la propria convinzione sulla responsabilità dell’imputato. L’esito del procedimento potrebbe avere ripercussioni anche sul capitolo ancora aperto della morte di Giulia: la famiglia è pronta a presentare un’istanza per chiedere la riapertura del caso, attualmente archiviato come suicidio.

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