Fratoianni a Pescara per Costantini: «Si torna al voto per pesanti irregolarità». Poi l’attacco a Meloni e alla politica estera

19 Febbraio 2026
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fratoianni e costantini
Immagine dal profilo social di Carlo Costantini

Il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, sostiene Costantini per le elezioni parziali dell’8 e 9 marzo, ma dal palco pescarese lancia un duro attacco al governo su referendum e politica estera

PESCARA – Doveva essere una tappa a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra, ma l’incontro elettorale di Nicola Fratoianni a Pescara si è trasformato soprattutto in un attacco frontale al governo nazionale. Il segretario di Sinistra Italiana è arrivato per sostenere la candidatura di Carlo Costantini alle elezioni parziali dell’8 e 9 marzo, richiamando però fin dalle prime battute una cornice politica ben più ampia.

«Siamo qui per sostenere la democrazia», ha dichiarato, tornando sulle sentenze che hanno disposto la ripetizione del voto in 23 sezioni e usando parole forti che hanno il sapore di un’accusa per descrivere le motivazioni dietro questa straordinaria tornata elettorale: «Si torna al voto perché ci sono state pesanti irregolarità».

Fratoianni ha inoltre presentato il ritorno alle urne come un’occasione per «dare una svolta» non solo a Pescara, ma anche alla Regione e al Paese, invitando così l’elettorato a mobilitarsi per invertire la rotta.

Il comizio ha poi oltrepassato i confini cittadini. Sul piano internazionale, Fratoianni ha definito la partecipazione italiana al cosiddetto Board of Peace una «vergogna assoluta», parlando di «speculazione immobiliare di Gaza sulla pelle di un popolo che ha subito un genocidio». Toni durissimi che avvallano la sensazione di una critica radicale.

Non meno aspro l’intervento sul referendum sulla giustizia. Il segretario di Sinistra Italiana ha accusato la premier Giorgia Meloni di usare i social per attaccare la magistratura «in modo violento» e «strumentale». «Hanno paura di perdere il referendum e perderanno il referendum», ha detto, sostenendo che il No sarebbe in crescita perché la riforma «non c’entra nulla con i problemi della giustizia» e servirebbe solo a indebolire l’autonomia dei giudici.

Resta però il dato politico di fondo: la visita a Pescara aveva l’obiettivo di sostenere Costantini in una partita delicata. Se questa impostazione riuscirà a convincere gli elettori pescaresi o se prevarranno dinamiche più strettamente locali, lo diranno le urne dell’8 e 9 marzo.

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