Professore aquilano arrestato in Albania: la difesa chiede una nuova perizia

16 Febbraio 2026
1 minuto di lettura
Rinviato a giudizio Michele D’Angelo, il docente dell’università dell’Aquila arrestato in Albania

Il team legale: “D’Angelo è innocente, servono accertamenti tecnici sulla dinamica dell’incidente”

L’AQUILA – Una nuova valutazione tecnica sull’incidente stradale avvenuto l’8 agosto in Albania, nel quale ha perso la vita un 17enne e altre tre persone sono rimaste ferite, è stata formalmente richiesta alla Procura dai legali del professore italiano Michele D’Angelo, 44 anni, docente di biologia all’Università dell’Aquila e imputato nel procedimento.

D’Angelo, in custodia cautelare per 76 giorni e ora a rischio di una condanna tra 5 e 20 anni, continua a proclamare la propria innocenza attraverso il suo collegio difensivo. Il caso è stato illustrato in una conferenza stampa al Vh Eurostar Tirana Hotel Congress dagli avvocati Ardian Visha, Ilenja Mehilli e Fabio Maria Galiani.

L’incidente è avvenuto lungo l’asse Levan-Fier, nei pressi del passo di Kushovice, coinvolgendo la Lancia Ypsilon guidata dal professore e una Mercedes condotta da un cittadino albanese. Il giovane ferito è deceduto nei giorni successivi al ricovero.

Secondo la ricostruzione della procura albanese, la responsabilità sarebbe attribuibile a una manovra del docente, con l’ipotesi di un allontanamento dal luogo del sinistro. La difesa respinge questa versione: D’Angelo si sarebbe presentato spontaneamente alle autorità il giorno seguente, mettendosi a disposizione.

Gli avvocati contestano inoltre la dinamica finora accertata sostenendo che la strada presentasse una linea tratteggiata che consentiva la svolta e che il professore procedesse a bassa velocità mentre l’altro veicolo avrebbe superato i limiti previsti. Per questo è stata chiesta una nuova verifica sul posto con un accertamento diretto della segnaletica e delle condizioni della carreggiata.

Altro da

Non perdere