Dal Jova Beach alla nuova avventura live: il cantante Lorenzo Jovanotti, in dialogo con Paolo Talanca, ripercorre il legame con la città di Montesilvano e promette un festival pomeridiano con ospiti italiani e internazionali per il 12 agosto
MONTESILVANO – Un lungo racconto tra memoria, musica e futuro è stato al centro della conferenza in cui oggi pomeriggio al Pala Dean Martin di Montesilvano, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha parlato del suo legame con la città, del ricordo del Jova Beach Party del 2019 e dei nuovi progetti in partenza, intervistato dal critico musicale di origini montesilvanesi Paolo Talanca.
Subito in apertura il riferimento all’artista a cui il palazzetto è intitolato, «È un onore sapere che Dean Martin è di Montesilvano», ha detto il cantante dopo un accenno al microfono di That’s Amore. Poi si è dipanata l’intervista condotta da Talanca partendo proprio dal legame con Montesilvano diventato forte dopo il 2019, quando il Jova Beach Party fece tappa anche sulla spiaggia abruzzese, in un’area che da allora si chiama proprio come quel concerto: “Jova Beach”. «I luoghi della musica sono importanti. Quando un posto viene reso carismatico da un evento bello, fa piacere», ha commentato a questo proposito il cantante. «Sono totalmente felice di averlo fatto. È stato bellissimo, ha portato allegria. Chi c’era non se lo dimentica, è rimasta una memoria bella. La musica serve a questo», ha detto ancora Jovanotti ricordando quel concerto baciato, nel tardo pomeriggio, anche da un acquazzone impossibile da dimenticare.
Il cantante ha ricordato anche le polemiche ambientali di allora: «Era un progetto fatto bene. A Montesilvano venne anche una troupe di Report per cercare il marcio. Io dissi alla mia squadra: aprite tutto, fate vedere tutto. Sono venuti in camerino, hanno intervistato le persone e poi il servizio non è andato in onda. Abbiamo lavorato bene, anche sulla pulizia e la bonifica delle spiagge. Di quel lavoro sono profondamente contento».
E poi una riflessione più ampia: «Esiste anche un’ecologia delle emozioni. Vivere un momento di felicità fa bene alla salute, fa bene alla tua idea del mondo».
Guardando all’estate ventura – e quindi al suo ritorno in Abruzzo –, Jovanotti ha confermato che, dopo la “data zero” a Olbia, la prima tappa de L’Arca di Loré in Italia sarà proprio Montesilvano, il 12 agosto alla Music Arena. «È la città più piccola tra quelle del tour, ma l’area accoglie tantissima gente. Si arriva comodamente anche in treno. Sono andato a vedere il posto: è un prato in mezzo ai palazzi, con la parrocchia da una parte e le palazzine intorno. L’idea è portare allegria, trasformarlo in un luogo con una magia. È questa la chiave del progetto».
Il format sarà quello di un vero e proprio festival, come fu anche il concerto in spiaggia del 2019: si inizierà dal pomeriggio, con un dj in apertura e ospiti italiani e internazionali. «Abbiamo alzato il tiro perché si migliora sempre. Alcuni ospiti li annunceremo, altri no», ha spiegato, senza però lasciarsi sfuggire nulla sulla tappa montesilvanese.
Il nuovo progetto partirà già a marzo con un tour che toccherà prima diverse parti del mondo: «Vado a suonare in posti dove non sono nessuno – ha spiegato – ed è proprio questo il senso: andare dove non ho un pubblico e la sfida è conquistarmelo».
Durante l’intervista c’è stato anche spazio per il nuovo disco, Niuiorcherubuni, nato – ha raccontato Jovanotti – quasi per caso: «La musica è nata da una jam session. Non volevo nemmeno fare un disco, ero andato con un altro obiettivo. È venuto fuori tutto in gruppo, in modo spontaneo. La musica non ha bisogno di alfabetizzazione, nasce spontanea». E poi sul tributo alla Grande Mela: «La musica che arrivava da New York, il rap e l’hip hop di fine anni ’70, quando avevo 14 o 15 anni, mi ha fatto pensare che potessi fare musica anch’io. Era un’espressione selvaggia come ero selvaggio anche io, si poteva fare senza saper suonare o cantare. Era pura energia».
Un’energia quella di Jovanotti che oggi non ha deluso il suo pubblico, composto soprattutto da giovanissimi studenti delle scuole del Comune e della Scuola Civica di Musica e Teatro, che hanno ascoltato i suoi aneddoti con partecipazione, fra molti applausi e canzoni intonate. La stessa energia che, per la seconda volta, promette di tornare a riempire Montesilvano.