Parco Nord, opposizioni all’attacco: “Gioco d’azzardo da 8 milioni”

14 Febbraio 2026
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area parco nord pescara

Scontro politico sull’annuncio dell’avvio dei lavori al Parco Nord. Pd e Movimento 5 Stelle parlano di “gioco d’azzardo” per il rischio che gli espropri possano costare fino a 8 milioni di euro, con possibili ricadute sul bilancio comunale

PESCARA — L’annuncio dell’avvio dei lavori per il Parco Nord da parte del sindaco di Pescara Carlo Masci accende lo scontro politico con le opposizioni: Partito Democratico e Movimento 5 Stelle parlano di rischio finanziario e di scelta “azzardata” nel pieno del contenzioso sugli espropri.

Durissimo l’intervento dei consiglieri comunali del Pd Piero Giampietro, Giovanni Di Iacovo, Francesco Pagnanelli, Michela Di Stefano e Marco Presutti. «Il sindaco che diceva di amare Pescara ha deciso di giocare d’azzardo sulla pelle e sulle tasche dei pescaresi», affermano. «Far partire i lavori per il Parco Nord nel pieno del contenzioso sul valore degli espropri, pur di portare a casa qualche voto, rischia di trasformarsi in un clamoroso boomerang».

Secondo i consiglieri dem, il collegio arbitrale avrebbe stabilito in circa 8 milioni di euro il valore dei terreni da espropriare, una cifra ben superiore ai 700 mila euro inizialmente previsti. «Se il Comune perderà il ricorso in Corte d’Appello, vorrà dire scaricare sui pescaresi un prezzo enorme. Il Comune non ha assolutamente quella disponibilità».

Il Pd rivendica di essere «i primi sostenitori del Parco Nord» e ricorda di aver votato a favore del progetto, ma contesta i tempi e le modalità: «Far partire i lavori senza che sia chiaro il costo degli espropri vuol dire giocare d’azzardo con i soldi degli altri».

Da qui la richiesta al sindaco di informare i cittadini «dell’enorme rischio che stanno correndo» invece di utilizzare l’avvio dei lavori per «racimolare qualche voto. Si decida insieme cosa fare subito dopo le elezioni di marzo. I pescaresi non meritano questa spregiudicatezza».

Non è da meno il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Paolo Sola, che un anno fa fu l’unica forza politica ad esprimere parere contrario sul progetto. «A tre settimane dalla ripetizione del voto, in piena campagna elettorale, il sindaco Carlo Masci riscopre improvvisamente il Parco Nord. Un tempismo quasi divino. Peccato che più che un miracolo, sembri l’ennesimo numero da campagna elettorale».

Sola parla di «oltre un anno di ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale», ricorda che la prima impresa aggiudicataria sarebbe stata sollevata dall’incarico e sottolinea l’aumento dei costi: «Gli espropri sono passati dai 700.000 euro previsti a circa 8 milioni di euro». Una cifra che Sola definisce «un potenziale macigno sul bilancio comunale che evidentemente Maci&C. intendono scaricare sula prossima amministrazione».

E conclude: «Se questo è un ‘avvio’, è l’avvio di un possibile disastro: trascinare la città dentro un potenziale buco di bilancio da 8 milioni di euro. I numeri, purtroppo per il sindaco, restano. E non si cancellano con uno slogan».

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