Riforma della giustizia, a Teramo appello corale al “Sì”

13 Febbraio 2026
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Paolo Gatti illustra le ragioni del sì al referendum sulla giustizia

Durante l’incontro di ieri pomeriggio, promosso dalla Fondazione Einaudi, relatori e istituzioni hanno ribadito l’importanza della separazione delle carriere dei magistrati. Un sostegno trasversale al referendum del 22 e 23 marzo. Giuristi, politici e autorità locali hanno evidenziato la riforma come passo fondamentale di civiltà e libertà

TERAMO – Forte sostegno alla riforma della giustizia e al voto favorevole nel referendum del 22 e 23 marzo. È il messaggio emerso ieri pomeriggio, durante l’incontro organizzato nella frazione San Nicolò di Teramo, nei locali del ristorante “Acquamarina”, che ha visto la partecipazione, oltre che di un numeroso pubblico, di importanti figure istituzionali e del mondo giuridico.

Fra i presenti, oltre ai relatori Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane 2018-2023 e del comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi per la separazione delle carriere dei magistrati, Giuseppe Benedetto, avvocato e presidente della stessa fondazione, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, l’assessora regionale Tiziana Magnacca e il presidente della V commissione del consiglio regionale Paolo Gatti. Fra il pubblico, anche la consigliera regionale Marilena Rossi, l’ex senatore Paolo Tancredi, il responsabile della sede abruzzese della Fondazione Einaudi Alfredo Grotta, la consigliera provinciale Maria Cristina Cianella, il direttore sanitario dell’Asl di Teramo Maurizio Brucchi e il direttore generale Maurizio Di Giosia.

Dal dibattito sono emersi alcuni punti chiave: in primo luogo, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, fondamentale per garantire imparzialità e allineare l’Italia agli standard internazionali. Caiazza e Gatti hanno evidenziato come l’attuale vicinanza tra accusa e giudice possa condizionare i processi.

Altro punto, il contrasto al correntismo della magistratura e la riforma del CSM. Il sorteggio dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, sostenuto da Gatti, viene indicato come strumento per superare le logiche interne di potere, mentre Biondi ricorda che la magistratura è soggetta alle riforme deliberate dal Parlamento e validate dai cittadini. La riforma è vista come un interesse collettivo, non solo politico: Benedetto e Magnacca hanno sottolineato che chiunque può essere coinvolto in un processo, e avere un sistema giusto tutela libertà e sicurezza di tutti.

L’appello al sostegno trasversale richiama figure storiche e giuristi di ogni area politica, a dimostrazione del valore civile della riforma. Infine, critica al clima comunicativo e al benaltrismo: i relatori hanno criticato la retorica che strumentalizza la riforma, ribadendo che l’indipendenza dei giudici non viene intaccata ma rafforzata. Il convegno si è chiuso ribadendo che la riforma rappresenta un atto di civiltà e libertà, essenziale per garantire a ogni cittadino un processo equo davanti a un giudice realmente imparziale.

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