Caso Andrea Costantini, la Procura di Larino respinge le richieste per nuovi accertamenti

13 Febbraio 2026
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andrea-costantini-morto in cella frigorifera termoli

Le richieste di accertamenti erano state presentate sia dal legale della famiglia e da quello della compagna di Andrea Costantini e comprendevano la perizia grafologica sul biglietto lasciato dall’uomo, il sequestro di indumenti e cellulare e accertamenti ambientali sul terreno acquistato dallo stesso Costantini

LARINO – Nessun nuovo approfondimento investigativo sulla morte di Andrea Costantini, il 38enne originario di Penne (Pescara) trovato senza vita nel settembre 2025 all’interno della cella frigorifera del supermercato di Termoli dove lavorava. La Procura di Larino ha rigettato le istanze presentate dai legali dei genitori e della compagna dell’uomo, respingendo così le richieste di ulteriori accertamenti tecnici.

Due le linee di richiesta avanzate dalle parti. I genitori, tramite il loro legale Piero Lorusso, avevano sollecitato un incidente probatorio per disporre una perizia grafologica sul biglietto di addio attribuito a Costantini, oltre al sequestro del telefono cellulare e degli indumenti indossati al momento del ritrovamento.

Secondo la difesa, nel messaggio sarebbero presenti elementi meritevoli di approfondimento. In particolare, l’espressione «Mi sono ucciso», formulata al passato prossimo, sarebbe – secondo il legale – «logico-temporalmente incompatibile con un’autentica volontà suicidaria», facendo ipotizzare possibili anomalie nella redazione del testo. «Profonda amarezza» è stata espressa dall’avvocato Lorusso per il mancato accoglimento delle richieste, ritenute utili a chiarire quelli che definisce «troppi lati oscuri» della vicenda.

Il sequestro del cellulare avrebbe consentito, nelle intenzioni della difesa, una perizia tecnica per verificare eventuali cancellazioni di messaggi o traffico dati su applicazioni di messaggistica, non emersi dai tabulati, così da ricostruire nel dettaglio le ultime ore di vita del 38enne. Anche gli indumenti, secondo i familiari, avrebbero potuto offrire elementi utili attraverso eventuali analisi del Dna.

Dall’altra parte, l’avvocatessa della compagna di Andrea, Paola Cecchi, aveva chiesto accertamenti ambientali su un terreno acquistato da Costantini nell’area di San Giacomo degli Schiavoni. La richiesta, ha spiegato la legale, si fondava su quanto emerso dalle dichiarazioni raccolte: dopo l’acquisto del terreno, l’uomo avrebbe manifestato uno stato crescente di ansia e preoccupazione, arrivando a dire di non voler più frequentare quel luogo.

Gli accertamenti richiesti avrebbero riguardato anche il corso d’acqua presente nell’area, per verificare con strumenti scientifici se vi fossero elementi oggettivi in grado di incidere sullo stato emotivo del 38enne.

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