L’Associazione Nuova Pescara invia un appello ai presidenti Marsilio e Sospiri per chiedere un’accelerazione sulla fusione: “La Regione non può e non deve continuare ad assistere inerme al sistematico sabotaggio di Nuova Pescara da parte di un pugno di politici non al passo con i tempi”
PESCARA – Accelerare senza ulteriori rinvii. È l’appello che l’Associazione Nuova Pescara rivolge al presidente della Giunta regionale Marco Marsilio e al presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, chiedendo la nomina immediata dei commissari ad acta per portare a compimento il percorso di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore.
Secondo l’associazione, il tempo delle attese è finito. Dal referendum del 2014, che sancì la volontà popolare di unificare i tre comuni, il progetto ha subito una lunga serie di rallentamenti. L’entrata in vigore della Nuova Pescara è oggi fissata al 2027, dopo tre slittamenti consecutivi – 2022, 2023 e 2024 – che l’associazione stessa definisce “ingiustificabili”.
“La Regione non può e non deve continuare ad assistere inerme al sistematico sabotaggio di Nuova Pescara da parte di un pugno di politici non al passo con i tempi e indifferente verso le necessità e la volontà dei cittadini”, sostengono i promotori dell’iniziativa, ricordando come la legge regionale che disciplina la fusione – con primo firmatario lo stesso Sospiri – attribuisca alla Regione il potere e il dovere di intervenire per garantire il rispetto del cronoprogramma. Da qui la richiesta di un atto formale e risolutivo: la nomina dei commissari ad acta che accompagnino il processo fino alla nascita del nuovo ente.
L’associazione parla apertamente di una gestione inefficace da parte della politica locale, ritenuta incapace di portare avanti il percorso, puntando il dito contro un atteggiamento che avrebbe di fatto rallentato la realizzazione del progetto, nonostante il mandato referendario.
Non è la prima volta che la Regione si trova a fare i conti con ostacoli normativi e politici sulla fusione. Una precedente legge del 2018, approvata con un ampio consenso trasversale, non arrivò a compimento. “Bruciarne un’altra o prestarsi ad altri rinvii equivarrebbe, per il governo regionale, a sancire la propria incapacità di emanciparsi dalla politica locale”, commenta ancora con durezza l’associazione.
Proprio lo scorso lunedì 9 febbraio, i presidenti Marsilio e Sospiri avevano tenuto una conferenza stampa sul secondo monitoraggio del processo di fusione, definendolo “parzialmente positivo” e annunciando di aver concesso 120 giorni in più ai tre Comuni affinché si completino gli iter procedurali per l’accorpamento di due servizi ancora in parte non unificati.