I Carabinieri di Penne hanno dato il via all’indagine “Last Delivery” che ieri ha portato al blitz su scala nazionale contro un’associazione dedita allo spaccio di cocaina e hashish e al traffico di esplosivi: cinque arresti in carcere, due ai domiciliari e maxi sequestri tra Abruzzo, Sicilia, Liguria e Puglia
PESCARA – Dodici arresti per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, di cui sette in Abruzzo, sono il risultato di una vasta operazione di polizia giudiziaria scattata nelle prime ore della mattina di ieri, 10 febbraio, e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica dell’Aquila ed eseguita dai Carabinieri di Penne.
Oltre 250 militari dell’Arma dei Carabinieri, diretti dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio, sono stati impegnati su tutto il territorio nazionale nell’ambito dell’indagine denominata “Last Delivery”, avviata nel maggio 2024 dallo stesso Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Penne.
Con il supporto dei Comandi provinciali di undici città – Pescara, Ancona, Bari, Catania, Ferrara, Genova, L’Aquila, Latina, Reggio Emilia, Siracusa, Torino e Trapani –, oltre a reparti speciali come lo Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, le Squadre Operative di Supporto dell’11° Reggimento “Puglia”, le Squadre d’Intervento Operativo dei Reggimenti “Lazio” e “Campania”, unità cinofile e artificieri, sono stati eseguiti 24 decreti di perquisizione domiciliare.
Sequestri e arresti in tutta Italia
Le perquisizioni hanno portato a risultati di rilievo:
- Chiavari: arrestato un 51enne, sequestrati oltre cinque chilogrammi di materiale esplosivo, un taser da 80mila volt, una bomboletta di gas CS e un pugnale bifilare.
- Trapani: arrestato un 40enne che gestiva un laboratorio artigianale per la produzione di esplosivi e la loro vendita online. Sequestrati 210 chilogrammi di materiale esplosivo confezionato in 2.108 ordigni.
- Acicatena (Catania): due uomini, di 39 e 37 anni, arrestati in flagranza. In un garage avevano allestito un vero e proprio magazzino contenente 307 chilogrammi di esplosivo suddiviso in 780 manufatti ad altissimo potenziale offensivo.
- Bari: arrestato un 24enne trovato in possesso di circa 90 grammi di cocaina, 410 grammi di hashish e 53mila euro in contanti ritenuti provento dello spaccio.
Un’organizzazione radicata tra Montesilvano e Penne
Le indagini hanno ricostruito l’esistenza di un sodalizio attivo almeno dal 2021, stabilmente operativo tra Montesilvano e Penne, con ramificazioni nell’area vestina. Al vertice vi sarebbe stato un residente a Montesilvano che garantiva il costante approvvigionamento di cocaina e hashish.
Figura chiave anche il referente per la zona di Penne che, pur agli arresti domiciliari, avrebbe continuato a coordinare l’attività di spaccio avvalendosi di una rete ristretta di collaboratori. Tra questi, un vicino di casa che custodiva la droga nella propria abitazione per eludere eventuali controlli.
L’organizzazione avrebbe esteso la propria attività anche all’interno della Casa Circondariale di Pescara, introducendo stupefacenti durante i colloqui e mantenendo i contatti tramite telefoni cellulari clandestini. Le dosi, denominate in gergo “magliette”, venivano gestite con il supporto di complici esterni e detenuti, attraverso frequenti videochiamate intercettate dagli investigatori.
Il traffico di esplosivi e le spedizioni con corrieri
Parallelamente allo spaccio di droga, l’inchiesta ha fatto emergere un articolato traffico nazionale di materiale esplodente, armi, detonatori e persino banconote false, commercializzati tramite chat e piattaforme web.
Le spedizioni avvenivano attraverso corrieri espressi, con indirizzi fittizi e utenze intestate a prestanome, esponendo a gravi rischi operatori e trasportatori ignari del contenuto dei pacchi. Alcuni ordigni venduti attraverso questa rete sarebbero stati utilizzati per due attentati intimidatori: il 20 giugno 2023 a Formia contro una frutteria e il 28 luglio 2023 a Roma ai danni di un centro estetico. Gli indagati si scambiavano anche video dimostrativi delle esplosioni per mostrare la potenza degli ordigni.
Le origini dell’indagine
L’operazione trae origine dall’arresto, nel 2023, di un uomo di Penne trovato in possesso di 177 artifizi pirotecnici e 22 colpi di mortaio artigianali, per oltre 15 chilogrammi di esplosivo. Da lì sono partiti approfondimenti investigativi con intercettazioni telematiche, servizi di osservazione e controlli bancari e logistici.
Nella prima fase erano già stati sequestrati 145 grammi di cocaina, hashish, una pistola lanciarazzi calibro 22, due fucili a canne mozze calibro 12 con calcio tagliato, munizioni, banconote false e dodici ordigni artigianali per oltre quattro chilogrammi di esplosivo. Le conversazioni intercettate avrebbero inoltre evidenziato il fastidio degli indagati per l’“iperattività investigativa” della Compagnia Carabinieri di Penne.