Cantieri nel centro storico di Teramo, Comune e imprese chiedono fondi ad hoc per le pavimentazioni

10 Febbraio 2026
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D’Alberto: «Servono risorse dedicate senza gravare sulle imprese del cratere»

TERAMO – Risorse ad hoc, slegate dalla rigenerazione urbana e senza ricadute sui quadri economici delle imprese: è questa la proposta emersa dal nuovo incontro in Comune tra il sindaco Gianguido D’Alberto, l’assessore ai Lavori pubblici Marco Di Marcantonio, ANCE, ANIEM e il direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Vincenzo Rivera.

Il nodo è il ripristino delle pavimentazioni del centro storico, compromesse dal continuo passaggio dei mezzi pesanti impiegati nei cantieri della ricostruzione. Una criticità diffusa in molti comuni del cratere sisma 2016, per la quale è stata condivisa la necessità di chiedere un’integrazione al decreto legge 189, con uno stanziamento specifico destinato a coprire questi interventi.

«I danni sono fisiologici e legati ai lavori post sisma – sottolineano D’Alberto e Di Marcantonio – ma non possono gravare sulle imprese. Serve una soluzione strutturale, come già avvenuto in passato con norme mirate».

Le risorse richieste andrebbero a finanziare esclusivamente la sistemazione delle pavimentazioni storiche danneggiate dai cantieri e non coperte da altri contributi, affrontando un problema comune a tutto il cratere.

Nel confronto è stata inoltre confermata la volontà dell’Amministrazione di prorogare anche per il 2026 l’esenzione dal canone di suolo pubblico per le imprese con sede o attività nei territori colpiti dal sisma, una misura ritenuta strategica per sostenere il tessuto produttivo e potenzialmente replicabile in altri comuni.

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