Sicurezza a Pescara, Masci replica a Costantini: “Servono concretezza e rispetto dei ruoli”

10 Febbraio 2026
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Il Sindaco, Carlo Masci

Il sindaco Carlo Masci interviene sul tema della sicurezza a Pescara, respingendo le polemiche politiche e rivendicando gli interventi dell’amministrazione: potenziamento della Polizia locale, videosorveglianza, riqualificazione delle aree critiche e collaborazione costante con prefettura e forze dell’ordine

PESCARA – «Sulla sicurezza bisogna essere concreti, ancorati alla realtà, e capire cosa può fare un’amministrazione e cosa non può fare». Il sindaco di Pescara Carlo Masci interviene nel dibattito politico acceso in vista del voto dell’8 e 9 marzo, rispondendo alle proposte avanzate dal consigliere Carlo Costantini e ribadendo l’azione portata avanti dall’amministrazione comunale negli ultimi anni.

Masci chiarisce innanzitutto un punto centrale: la sicurezza pubblica non rientra direttamente nelle competenze del Comune, ma fa capo al prefetto, che presiede settimanalmente il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, e al questore, responsabile del controllo del territorio.

Dal punto di vista amministrativo, il Comune ha comunque rafforzato gli strumenti a propria disposizione. «Dopo l’uscita dal predissesto – spiega Masci – abbiamo puntato sulle assunzioni per ampliare il corpo di Polizia locale e le nuove unità diventeranno effettive nel momento in cui sarà approvato il Bilancio». Parallelamente, il territorio cittadino resta presidiato 24 ore su 24 dalle Forze dell’ordine, deputate al controllo diretto.

Tra le azioni più significative rivendicate dal sindaco c’è il potenziamento del sistema di videosorveglianza, che oggi conta circa 700 telecamere, rivelatesi uno strumento fondamentale per le attività investigative, sostiene ancora il sindaco.

Masci richiama poi una serie di interventi strutturali che hanno inciso sulla sicurezza urbana, in particolare nelle aree più critiche: dallo smantellamento del cosiddetto “Ferro di cavallo” di via Tavo, diventato nel tempo un presidio della criminalità, alla demolizione dei Palazzi Clerico, fino alla riqualificazione del Parco dell’Infanzia, trasformato da luogo di spaccio a spazio di aggregazione per i giovani.

Un lavoro portato avanti anche attraverso un confronto costante con le istituzioni preposte. «Partecipando a tutte le riunioni che si sono svolte in questi sei anni – sostiene Masci –, ho segnalato di volta in volta al Comitato per la sicurezza tutte le situazioni più preoccupanti che mi venivano sottoposte dai cittadini, sollecitando e ottenendo controlli puntuali su determinate zone e anche pattuglie a piedi, che ci sono eccome, anche se Costantini non le vede».

Il sindaco non nasconde le criticità, soprattutto in relazione all’aumento di episodi di violenza giovanile e alla presenza di immigrati, anche minorenni, ospitati nei Cas e coinvolti in attività criminali. Per contenere questa situazione «ho chiesto uno spiegamento maggiore di forze al Comitato – spiega – anche per eseguire le espulsioni». Masci specifica di essere stato rassicurato dal Capo della Polizia su un potenziamento dell’organico di 35 unità, tra ora e agosto.

Sul fronte della prevenzione, l’amministrazione sta lavorando alla creazione di un centro di aggregazione giovanile nell’ex Tribunale, in sinergia con le scuole e attraverso progetti educativi mirati. «Il disagio giovanile è una deriva che ci preoccupa e va affrontata accompagnando i ragazzi nel loro percorso di crescita».

Masci respinge infine l’idea di una città abbandonata a se stessa: «Non ho mai sottovalutato ciò che accade sul territorio ma di fronte a un susseguirsi di episodi di violenza, spesso gratuita, e ad una rete di spaccio che si rigenera continuamente, vedo forze dell’ordine presenti, efficienti, pronte a dare risposte puntuali. Affermare il contrario vuol dire avere gli occhi bendati». E conclude con un monito: «Gridare sempre ‘al lupo al lupo’ può voler dire vanificare il lavoro di chi tutela ogni giorno i cittadini».

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