Orsa Amarena, nuovo decreto di citazione: il processo riparte il 28 aprile 2026

10 Febbraio 2026
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L’orsa Amarena con i suoi cuccioli. Nuovo decreto di citazione per Leombruni

Dopo la nullità del primo provvedimento, la Procura di Avezzano fissa una nuova udienza per Leombruni. Oltre cinquanta enti e associazioni pronti a costituirsi di nuovo parte civile. Leal: «La morte di Amarena non resti impunita»

AVEZZANO — Il procedimento per l’uccisione dell’orsa Amarena riparte da capo. Dopo lo stop imposto da un vizio di forma, la Procura della Repubblica di Avezzano ha emesso un nuovo decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Andrea Leombruni, accusato di aver sparato all’animale il 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi. La nuova udienza predibattimentale è stata fissata per il 28 aprile 2026, alle ore 10, davanti al Tribunale di Avezzano.

L’imputato dovrà rispondere del reato di uccisione di animali, aggravato dalla crudeltà, per l’abbattimento di un esemplare di orso bruno marsicano, specie protetta e a rischio di estinzione. Un caso che, sin dal primo giorno, ha suscitato un’ondata di indignazione pubblica e una mobilitazione senza precedenti da parte del mondo ambientalista.

La prima fase del procedimento si era interrotta quando il giudice aveva dichiarato la nullità del precedente decreto, a causa di un’omissione procedurale che aveva invalidato l’intera fase introduttiva del processo. Nonostante lo stop, la rete di enti e associazioni che si erano costituite parte civile — circa cinquanta, tra cui Regione Abruzzo, Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Comune di Villalago, Lav, Wwf Italia, Enpa, Oipa — aveva ribadito la volontà di proseguire.

Amarena, femmina simbolo del Pnalm e madre di due cuccioli, era considerata uno degli animali più rappresentativi del territorio. La sua uccisione aveva scosso profondamente comunità locali e ambientalisti.

A confermare la determinazione delle associazioni è oggi Gian Marco Prampolini, presidente della Leal, Lega antivivisezionista: «Saremo nuovamente in aula come parte offesa per assicurarci che la morte di Amarena non resti impunita. Nonostante il rallentamento processuale dovuto a un errore burocratico, la nostra determinazione resta massima affinché venga fatta piena luce sulla condotta dell’imputato e venga applicata una pena esemplare, proporzionata alla gravità dell’illecito commesso».

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