Comuni montani a rischio, il sindaco di Castiglione Messer Raimondo: «Con legge Calderoli potremmo perdere nostra identità»

9 Febbraio 2026
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L’allarme del sindaco D’Ercole: «Immaginate se perdessimo autonomia scolastica. Le famiglie dovrebbero spostarsi nei comuni vicini più grandi anche per cose burocratiche»

TERAMO – «Qui non è in gioco un dettaglio amministrativo, ma la sopravvivenza stessa delle nostre comunità». Parte da questa preoccupazione l’allarme lanciato dal sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D’Ercole, sul destino dei comuni montani abruzzesi interessati dalla Legge Calderoli.

Sono 26 i comuni dell’entroterra regionale, tre dei quali nel Teramano, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti e Montefino, che rischiano di perdere funzioni decisive per contrastare lo spopolamento, a cominciare dall’autonomia scolastica. Una prospettiva che, secondo D’Ercole, avrebbe effetti a catena su tutta la Vallata del Fino, coinvolgendo anche Arsita e Bisenti.

«Il riconoscimento di “comune montano” non è un semplice aggettivo – spiega – ma consente a questi territori di organizzarsi e mantenere servizi essenziali. Nel nostro caso ospitiamo la dirigenza scolastica di cinque comuni: se venisse meno l’autonomia, tutto verrebbe accentrato altrove, con disagi enormi per le famiglie». Il riferimento è alla possibilità che uffici e servizi vengano spostati verso centri più grandi come Penne o Atri. «È normale – si chiede il sindaco – che un genitore di Arsita debba affrontare 40 minuti di viaggio anche solo per un certificato scolastico?».

Il timore, sottolinea D’Ercole, è che riforme pensate su scala ampia finiscano per colpire proprio i territori più fragili. «I comuni montani vengono sempre descritti come marginali. Noi non chiediamo nulla in più, ma di non perdere quelle caratteristiche che permettono di trattenere residenti e famiglie giovani. Cancellare servizi significa spingere ancora più persone ad andarsene».

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