Povertà in crescita, Radica (ALI Abruzzo): «Dati impressionanti. Servono politiche attive e sostegno ai Comuni»

9 Febbraio 2026
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Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo

Il presidente di ALI Abruzzo commenta il nuovo rapporto dell’Alleanza contro la Povertà: «Quasi il 20% delle famiglie italiane è povero, anche tra chi ha un reddito. I tagli alla finanza comunale sono miopi»

L’AQUILA — Il nuovo rapporto “L’Italia delle povertà” dell’Alleanza contro la Povertà fotografa un Paese in cui quasi una famiglia su cinque vive in condizioni di disagio economico. Un dato che colpisce per dimensioni e profondità, e che riguarda anche nuclei con redditi continuativi: una povertà meno visibile, ma non per questo meno grave. A sottolinearlo è Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo, che invita le istituzioni a non ignorare una realtà ormai strutturale.

«Quasi il venti per cento delle famiglie italiane vive in una condizione di povertà: tra queste rientrano i nuclei che percepiscono redditi continuativi. C’è quindi oltre all’esclusione sociale per così dire classica una povertà invisibile, insidiosa, un’evidenza che cozza con i dati economici che siamo abituati ad apprendere, compresi quelli che riguardano l’occupazione», afferma Radica, commentando le cifre presentate nel rapporto, al quale ALI — l’associazione delle autonomie locali — partecipa come membro.

Per il presidente di ALI Abruzzo, il lavoro dell’Alleanza contro la Povertà rappresenta un campanello d’allarme da non ignorare. «C’è da essere grati per il lavoro di elaborazione svolto dall’Alleanza contro le Povertà. Sono dati impressionanti, da non sottovalutare, e che evidentemente chiamano in causa la responsabilità delle istituzioni, a tutti i livelli, che hanno il dovere di dare risposte efficaci e tempestive».

Radica richiama il ruolo cruciale dei Comuni, spesso primo presidio sociale nei territori: «Servono politiche attive contro la povertà: fare finta che il problema non esista non serve a cancellarlo. I Comuni sono come sempre in prima linea, in quanto responsabili delle politiche sociali e del rapporto diretto con la cittadinanza: dalla loro capacità di fornire risposte dipende in molti casi la vita delle persone e il grado di fiducia nelle istituzioni, tutte».

Da qui la critica ai tagli alla finanza locale, definiti «particolarmente miopi», e l’appello a un cambio di passo: «È necessario un generale cambio di rotta, a cominciare dal governo».

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