Monitoraggio solo parzialmente positivo sul percorso di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Durante una conferenza stampa nella sede della Regione a Pescara, i presidenti Lorenzo Sospiri e Marco Marsilio hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori: tre obiettivi su cinque raggiunti, due ancora critici. Concessi 120 giorni più ulteriori 60 legati alla tornata elettorale pescarese. In caso di inadempienze, la Regione è pronta ad attivare i poteri sostitutivi, senza però modificare le scadenze finali della fusione, fissata al 1° gennaio 2027
PESCARA – «L’esito dell’ultimo monitoraggio è parzialmente positivo». Così il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha commentato la verifica sullo stato di avanzamento del processo di fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, al centro della conferenza stampa convocata oggi pomeriggio nella sede della Regione a Pescara insieme al presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio. Gli uffici della Giunta e del Consiglio regionale hanno analizzato «con puntualità» la documentazione trasmessa dall’Ufficio per la fusione, valutando gli atti prodotti dai tre enti coinvolti.
Su cinque punti complessivi presi in esame, tre hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, mentre su due sono emerse criticità che richiedono ulteriori interventi. Si tratta dell’organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria e contabile e di controllo, e dell’organizzazione e gestione dei servizi di raccolta, avvio, smaltimento e recupero dei rifiuti urbani.
«È vero – ha sottolineato Sospiri – che le materie che restano oggi da analizzare, in particolare il sociale, i tributi, i rifiuti e l’urbanistica, sono ambiti molto complessi. È chiaro quindi che vi sia una maggiore difficoltà». Proprio per questo, ha aggiunto, la Regione non ha voluto ignorare gli elementi negativi emersi dal monitoraggio.
Una valutazione condivisa anche dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha evidenziato come dagli atti trasmessi dai tre Comuni emerga un raggiungimento solo parziale degli obiettivi previsti. «Alcune funzioni e alcuni uffici – ha spiegato – vengono descritti come gestiti in forma condivisa, ma in realtà questa gestione non è ancora partita o non viene indicata con sufficiente chiarezza la modalità con cui i servizi dovrebbero essere esercitati in maniera unitaria».
Per i due punti non ancora conformi, la Regione ha quindi concesso un termine di 120 giorni per trasformare la documentazione presentata in risultati concreti, pienamente rispondenti alla normativa vigente. Una scelta motivata anche dalle difficoltà oggettive legate alla fase elettorale che ha interessato una parte delle sezioni del Comune di Pescara. «Con le nuove elezioni in corso e la possibilità non escludibile di un ballottaggio – ha spiegato Sospiri – si è creato un momento di rallentamento».
A questo si aggiunge, come chiarito da Marsilio, la necessità di rispettare l’esito delle consultazioni elettorali. «Esiste, seppur remota, l’ipotesi di un cambio di amministrazione – ha osservato – e una nuova giunta avrebbe pieno diritto di rivedere con una diversa impostazione il lavoro svolto fino ad oggi». Per questo motivo, al netto dei tempi tecnici legati alla campagna elettorale, è stato accordato un ulteriore margine di 60 giorni per consentire il pieno raggiungimento degli obiettivi di legge.
Sospiri ha infine chiarito che, qualora allo scadere dei termini concessi non si arrivasse al rispetto delle disposizioni normative, «il presidente della Regione Marco Marsilio applicherà, come previsto dalla legge, i poteri sostitutivi», attraverso la nomina di un commissario ad acta. Una proroga che, ha ribadito Marsilio, non modifica in alcun modo l’obiettivo finale: la fusione resta confermata, con lo scioglimento dei tre Comuni e l’elezione del nuovo Comune unico a partire dal 1° gennaio 2027, in attuazione della legge e dell’esito del referendum popolare del 2014.
Il tutto lascia presumere che quindi gli sforzi dei Consigli comunali di Spoltore e Montesilvano – che hanno prodotto due delibere per chiedere la revisione della Legge regionale e l’annullamento del processo di fusione – non saranno presi in considerazione dalla Regione e qualora le amministrazioni non si adegueranno per corrispondere agli obiettivi posti, arriverà comunque il cosiddetto potere sostitutivo a completare il progetto entro i termini stabiliti.