Facchinaggio, la CGIL: “Gestione inefficiente alla ASL 2, aumentano i costi e peggiorano i servizi”

9 Febbraio 2026
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Il sindacato denuncia la sospensione delle attività: “Una scelta sbagliata che crea disservizi, mette a rischio la sicurezza e costa di più alla collettività”

CHIETI – La Filcams CGIL di Chieti lancia un duro atto d’accusa contro la gestione della ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti, denunciando “gravi e reiterate situazioni di spreco” che graverebbero sui lavoratori e sui cittadini del territorio. “In un momento in cui si chiedono sacrifici, si tagliano servizi e si riducono diritti – afferma il sindacato – è inaccettabile assistere a decisioni che aumentano i costi e peggiorano la qualità dell’assistenza”.


Al centro della contestazione c’è la sospensione del servizio di facchinaggio, considerata una scelta miope e controproducente. La Filcams ricorda che si tratta di un servizio essenziale, da anni garantito da lavoratrici e lavoratori spesso impiegati con contratti part-time minimi, ma che assicuravano la piena funzionalità delle strutture sanitarie.


“Oggi – spiega il sindacato – l’assenza del facchinaggio sta generando disfunzioni quotidiane: provette, sacche per la dialisi e materiali sanitari vengono movimentati da personale non specializzato, con evidenti rischi per la sicurezza e l’efficienza dei reparti”. Un patrimonio di competenze e professionalità, dunque, “cancellato come se non contasse nulla”.


La CGIL contesta inoltre l’aumento dei costi derivante dall’assunzione temporanea di nuovo personale tramite agenzie interinali. Le prime assunzioni, previste per cessare il 31 gennaio, sono state prorogate – insieme all’arrivo di nuovi addetti – a partire dal 9 febbraio. “Come si spiega che ora si ricorra a personale più costoso, dopo aver dismesso un servizio collaudato ed economicamente più sostenibile?”, si chiede il sindacato.


La Filcams CGIL Chieti chiede dunque chiarimenti immediati e l’apertura di un confronto con la direzione generale della ASL 2. “Gli obiettivi di risparmio annunciati – sostengono – si sono rivelati del tutto infondati. Il risultato è stato solo un peggioramento dei servizi, una minore sicurezza e un grave danno per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti”.

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