Il sindaco Marco Mancini lancia l’allarme: “Rischiamo la perdita di servizi essenziali e delle scuole nei piccoli centri”
LENTELLA – Il Comune di Lentella si schiera contro la revisione dei criteri per il riconoscimento dello status di comune montano, in discussione a livello nazionale, e che potrebbe escludere numerosi centri dell’entroterra abruzzese. A denunciarlo è il sindaco Marco Mancini, che definisce la scelta “una decisione miope, calata dall’alto e scollegata dalla realtà delle aree interne”.
“Dietro numeri, tabelle e classificazioni amministrative ci sono persone in carne e ossa – afferma Mancini –. Eventuali esclusioni di comuni come il nostro produrrebbero effetti profondamente ingiusti e contraddittori, colpendo territori già segnati da isolamento, fragilità dei servizi, viabilità complessa e spopolamento crescente”.
Il primo cittadino segnala come la revisione rischi di compromettere gli equilibri delle comunità più piccole, arrivando a mettere in discussione perfino la tenuta dei servizi educativi di base: “La perdita dello status di comune montano – spiega – comporterebbe la fine delle deroghe che oggi permettono di mantenere scuole e presidi educativi nei centri minori, con conseguenze dirette su famiglie e bambini”.
Mancini richiama anche un problema di coerenza normativa. La Regione Abruzzo, osserva, “con la legge regionale 42/2023 ha incentivato la costituzione delle unioni montane proprio per garantire la tenuta amministrativa e sociale dei territori interni. Ora, paradossalmente, la nuova classificazione rischia di tagliare fuori proprio quei comuni che hanno aderito responsabilmente a quel percorso”.
Il sindaco contesta inoltre l’approccio metodologico seguito a livello nazionale: “Paragonare l’Appennino alle Alpi, applicando criteri pensati per realtà completamente diverse, è un errore grave di metodo e di visione”, afferma, ricordando che anche tra comuni con caratteristiche simili emergono “disparità di trattamento difficili da spiegare”.
“Lentella non è una terra di mezzo da rendere invisibile – conclude Mancini –. È una comunità reale, fatta di persone reali, con problemi reali. Chiede solo una cosa semplice e giusta: non essere cancellata da una formula burocratica”.