Turismo in Abruzzo, 8,8 milioni di presenze nel 2025: +23,29% in un anno, boom di stranieri

5 Febbraio 2026
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Arrivi in crescita del 17,97% rispetto al 2024, mercato estero a +40,67% sulle presenze. In leggero aumento il numero di notti di permanenza. Volano montagna e parchi, ma il mare resta il motore principale dell’offerta regionale

PESCARA – L’Abruzzo del turismo mette a segno un nuovo record e supera la soglia degli 8,8 milioni di presenze nel 2025, confermando un trend di crescita che ormai non è più un episodio ma una vera e propria traiettoria strutturale. Il bilancio, illustrato dal sottosegretario con delega al Turismo Daniele D’Amario insieme alle Camere di commercio abruzzesi, racconta una regione sempre più competitiva sullo scenario nazionale e capace di intercettare sia il turismo italiano sia, soprattutto, quello internazionale.


I numeri parlano chiaro: rispetto al 2024, le presenze complessive crescono del 23,29%, mentre gli arrivi fanno segnare un +17,97%. Ancora più impressionante il balzo del mercato estero, che registra un +40,67% sulle presenze e un +34% sugli arrivi, segnale di una domanda internazionale in forte espansione e di un posizionamento dell’Abruzzo sempre più riconoscibile fuori dai confini nazionali. Quando si parla di arrivi si indica il numero di clienti che prendono alloggio in una struttura (il conteggio dei turisti), mentre le presenze indicano il numero di notti trascorse da tali clienti.  Anche in questo caso, per quello che riguarda la permanenza media il saldo è positivo: i turisti soggiornano mediamente 4 notti in Abruzzo, lo 0,5% in più rispetto all’anno precedente.


Per D’Amario, è proprio la componente straniera la “nota più positiva” di questo quadro: la crescita delle presenze dall’estero viene letta come la conferma di un “mercato abruzzese appetibile e qualitativamente di livello”, frutto di uno sforzo congiunto tra istituzioni e operatori. Un ruolo decisivo lo gioca l’aeroporto di Pescara, che con l’incremento di rotte e collegamenti ha ampliato bacini e flussi, ma il sottosegretario mette l’accento anche sull’innalzamento degli standard qualitativi dell’offerta, considerato ormai un requisito indispensabile per reggere la concorrenza internazionale.


La mappa territoriale del turismo 2025 fotografa una regione in movimento, con la provincia dell’Aquila che guida la classifica degli incrementi: +32,13% di presenze e +23,77% di arrivi. È il segno tangibile della forza del prodotto montagna e dei parchi naturali, sostenuti da un comparto servizi delle aree interne che, sottolinea D’Amario, ha saputo crescere in qualità e specializzazione, intercettando nuove fasce di visitatori alla ricerca di natura, sport e borghi.


Il mare, però, resta il cuore pulsante del turismo abruzzese e la costa teramana continua a fare da traino all’intero sistema. Subito dopo L’Aquila, l’incremento più alto si registra nella provincia di Chieti (+27,12% di presenze e +15,44% di arrivi), seguita da Pescara (+25,59% presenze e +24,4% arrivi) e Teramo (+17,36% presenze e +10,58% arrivi), a conferma di una crescita diffusa che non esclude nessun territorio.


Nelle parole del sottosegretario, i risultati raggiunti dalle aree interne negli ultimi anni “segnano un cambiamento di mentalità” che sta ridefinendo il profilo turistico dell’Abruzzo, sempre meno concentrato sulla sola stagione balneare e sempre più orientato a un’offerta plurale, tra mare, montagna, borghi e parchi.

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