Pescarese detenuto in Egitto, chiesto il rientro in Italia di Giacomo Passeri. Tajani: «Pronti a sostenere il trasferimento»

5 Febbraio 2026
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giacomo passeri pescarese detenuto in Egitto

Presentata istanza per il trasferimento in Italia di Giacomo Passeri, detenuto in Egitto. Il legale Mario Antinucci chiede l’applicazione dell’accordo bilaterale del 1981 e segnala possibili irregolarità nel processo, oltre alle difficoltà di accesso al detenuto. Sul caso anche un particolare interessamento da parte di Tajani

PESCARA – È stata presentata un’istanza formale per ottenere il rientro in Italia di Giacomo Passeri, il 32enne pescarese detenuto in Egitto e condannato a 25 anni di carcere per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. A depositarla è stato l’avvocato Mario Antinucci, legale del giovane, che chiede l’applicazione dell’accordo bilaterale Italia-Egitto del 1981.

«Abbiamo depositato un’istanza per l’applicazione dell’accordo bilaterale tra l’Italia e l’Egitto che è del 1981 ed è sulla reciprocità nella difesa dei diritti umani. Una volta messo in sicurezza, cioè portato in Italia, in un istituto penitenziario italiano, valuteremo la ricorrenza dei presupposti per la revisione», ha spiegato Antinucci all’ANSA.

L’obiettivo è il riconoscimento della sentenza egiziana ai fini dell’esecuzione in un carcere italiano, dove il detenuto verrebbe messo in sicurezza. Secondo il legale, una volta trasferito in Italia sarà possibile valutare la revisione del processo, anche alla luce del fatto che Passeri sarebbe stato giudicato senza la traduzione in lingua italiana degli atti. Antinucci ha inoltre sottolineato le difficoltà nel riuscire a incontrare il suo assistito in Egitto e ha espresso preoccupazione per il rischio di un trasferimento in un carcere periferico, ritenuto potenzialmente pericoloso.

Sul caso è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in una lettera inviata al sindaco di Pescara, Carlo Masci, ha confermato la disponibilità del governo a muoversi per il trasferimento del detenuto. «L’Ambasciata – scrive il ministro – è pronta ad assicurare, d’intesa con il legale del signor Passeri, una rapida trattazione da parte delle autorità egiziane di un’eventuale istanza per il suo trasferimento in Italia».

Tajani assicura il suo «personale interessamento» e la «massima attenzione» al caso. «L’ambasciata d’Italia al Cairo – prosegue – effettua visite consolari periodiche presso il penitenziario, per trasmettere al signor Passeri la nostra costante vicinanza per la piena tutela dei suoi diritti, soprattutto per quanto riguarda le sue condizioni di salute».

Il ministro ricorda anche che al giovane è stata concessa la possibilità di parlare con i familiari lo scorso 7 dicembre: «La sede mantiene inoltre contatti frequenti con i familiari – conclude Tajani – aggiornandoli sulle visite e offrendo la massima disponibilità a facilitarne la partecipazione».

La lettera del titolare della Farnesina arriva dopo la richiesta di intervento inviata il 25 novembre scorso dal sindaco Masci, che aveva sollecitato «un monitoraggio costante della situazione» e un «nuovo impulso al dialogo con le autorità egiziane affinché Giacomo Passeri possa essere trasferito in Italia per espiare la pena nel nostro Paese».

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