Il medico legale ha stabilito come causa del decesso una congestione con conseguente annegamento. Esclusa qualsiasi responsabilità esterna
L’AQUILA – Nessuna responsabilità penale per la morte di Rahmat Hussain, il giovane pakistano di 20 anni deceduto il 6 giugno scorso nelle acque del lago Sinizzo, a San Demetrio ne’ Vestini. L’inchiesta, aperta dopo l’esposto presentato dall’avvocato Luca Grottini, è stata archiviata dal Gip su richiesta del sostituto procuratore Ugo Timpano alla luce delle conclusioni del medico legale della Asl 1 Giuseppe Calvisi.
Secondo la perizia Hussain è stato colpito da una congestione digestiva che ha provocato un edema polmonare e la conseguente ostruzione delle vie aeree che lo hanno condotto ad un rapido annegamento. Una “morte violenta accidentale” come stabilito dal medico legale che ha escluso qualsiasi responsabilità di terzi.
Il giovane, che lavorava in un ristorante di Fontecchio, si era tuffato nel lago durante una giornata di svago con amici. Il corpo era stato ritrovato due giorni dopo al termine di complesse ricerche condotte dai Vigili del Fuoco dell’Aquila con il supporto dei nuclei sommozzatori di Teramo e Ancona. Le operazioni, rese difficili dal fondale melmoso, avevano richiesto l’impiego del sonar.
La tragedia di Hussain si inserisce in un’estate particolarmente drammatica per il Sinizzo: appena due mesi dopo, infatti, un altro giovane, il 21enne tunisino Mohamed Abdelgaoui, ha perso la vita nello stesso lago, anche lui colto da un malore improvviso mentre nuotava.