Il procuratore generale Alessandro Mancini ha esaminato la situazione della criminalità in Abruzzo durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario: reati complessivamente stabili, ma in aumento spaccio e truffe online e cresce la percezione di insicurezza tra i cittadini. Pescara è prima per criminalità seguita da Teramo e Chieti, L’Aquila si distingue per alto tasso di tentati omicidi
L’AQUILA – Spaccio di stupefacenti, furti in abitazione, truffe online, soprattutto ai danni degli anziani, e usura. È un quadro articolato e preoccupante quello tracciato dal procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell’Aquila, Alessandro Mancini, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto abruzzese.
Secondo i dati illustrati, Pescara risulta la provincia con il più alto indice di criminalità in Abruzzo, collocandosi al 31° posto a livello nazionale, seguita da Teramo e Chieti. Un contesto che, pur mostrando una sostanziale stabilità dei reati rispetto all’anno precedente, alimenta «una crescente percezione di insicurezza tra i cittadini».
«Nel 2025, secondo i dati tratti da fonti Istat, dalla Direzione Investigativa Antimafia e dal Ministero degli Interni, riguardanti i delitti segnalati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia, la criminalità in Abruzzo si rivela sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma con una crescente percezione di insicurezza tra i cittadini», ha spiegato Mancini.
Il procuratore generale ha poi delineato le criticità specifiche dei diversi territori provinciali: «In provincia di Teramo si registrano alti tassi di usura e violenze sessuali. Nel Chietino, alti indici di usura, mentre L’Aquila registra criticità per contrabbando e tentati omicidi». Particolare attenzione è stata dedicata al fenomeno delle truffe digitali: «In merito alle truffe digitali il fenomeno è in forte crescita, con circa 40 segnalazioni giornaliere nell’area metropolitana di Pescara».
Preoccupante anche il quadro relativo allo spaccio di droga, in aumento «in tutto il distretto nonostante la forte azione di contrasto delle forze dell’ordine», ha sottolineato Mancini.
Sul fronte dell’usura, il procuratore generale ha evidenziato come si tratti di un fenomeno difficile da quantificare: «Sfugge a precise rappresentazioni statistiche poiché, a differenza di altri delitti, pone la vittima in uno stato di totale assoggettamento che porta a non denunciare gli strozzini, da cui la vittima dipende economicamente, se non quando la situazione si fa insostenibile o in presenza di minacce che fanno temere per l’incolumità propria e dei propri familiari».
Restano stabili, rispetto allo scorso anno, ma comunque su livelli rilevanti, i delitti contro le fasce deboli, come violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. Un quadro complessivo che, come emerso dall’intervento del procuratore Mancini, impone attenzione costante e un rafforzamento delle strategie di prevenzione e contrasto per rispondere alle preoccupazioni sempre più diffuse tra i cittadini abruzzesi.