Il presidente facente funzioni Fabrizio Riga: “Offese e minacce segno di un imbarbarimento sociale amplificato dai social”
L’AQUILA – Ferma condanna degli attacchi rivolti ai magistrati coinvolti nel caso della cosiddetta famiglia nel bosco. Nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario all’Aquila, il presidente facente funzioni della Corte d’Appello, Fabrizio Riga, ha espresso “piena e incondizionata solidarietà” ai giudici oggetto di insulti e minacce, in particolare alla presidente del Tribunale per i minorenni, Cecilia Angrisano.
Il riferimento è alla vicenda che, nel novembre scorso, ha portato il Tribunale per i minorenni a sospendere la potestà genitoriale di una coppia che viveva con i tre figli in un casolare privo di utenze nel Chietino. I bambini sono stati poi trasferiti, insieme alla madre, in una casa famiglia.
Nel suo intervento, Riga ha richiamato l’attenzione sul rischio di una “giustizia parallela” alimentata dai media e dai social: “A prescindere dalle ragioni, a volte imperscrutabili, che inducono i mass media a concentrare l’attenzione su singole vicende”, ha sottolineato, “non si possono non stigmatizzare gli attacchi di cui sono vittime colleghi chiamati a pronunciarsi nell’esercizio delle loro funzioni”.
Il magistrato ha inoltre evidenziato “un processo di progressivo imbarbarimento dei rapporti sociali” che i social network hanno contribuito ad amplificare. “Alla dottoressa Angrisano e a tutti i colleghi – ha concluso – va la nostra piena e incondizionata solidarietà”.