All’Aquila un laser di ultima generazione per trattare le ipertrofie prostatiche senza incisioni

30 Gennaio 2026
1 minuto di lettura
Ospedale San Salvatore L’Aquila

L’Urologia del San Salvatore introduce la tecnologia “al Tullio”, unica in Abruzzo. Ridotti dolore e degenza. Il reparto, già polo nazionale per la chirurgia robotica, esegue un intervento complesso su un paziente cinquantenne

L’AQUILA – Un nuovo passo avanti nella chirurgia mininvasiva arriva dall’ospedale San Salvatore, dove il reparto di Urologia, diretto dal dottor Boris Di Pasquale, ha introdotto un laser di ultima generazione per il trattamento delle ipertrofie benigne della prostata di grandi dimensioni. Una tecnologia, definita “al Tullio”, che consente interventi senza tagli e con tempi di degenza significativamente ridotti.

Il macchinario, attualmente l’unico presente negli ospedali abruzzesi, è stato messo a disposizione dalla Direzione strategica guidata dal manager Paolo Costanzi e rappresenta un tassello importante nel percorso di ammodernamento del reparto. Finora utilizzato per la cura delle calcolosi urinarie, il laser sarà impiegato dalla prima decade di febbraio anche per la rimozione delle ipertrofie prostatiche.

L’approccio mininvasivo elimina la necessità di incisioni chirurgiche, riducendo dolore post-operatorio e permanenza in ospedale. Un vantaggio che si aggiunge alla dotazione tecnologica già avanzata dell’Urologia aquilana, che da tempo utilizza il robot chirurgico, strumento che garantisce elevata precisione nelle operazioni.

Il reparto è inoltre diventato polo di formazione nazionale nella chirurgia robotica, grazie all’attività didattica svolta dal dottor Di Pasquale e dal dottor Stefano Masciovecchio, sia all’interno dell’azienda sanitaria sia in strutture di altre regioni.

Nei giorni scorsi, l’équipe ha eseguito anche un intervento complesso su un paziente di oltre cinquant’anni, già operato in un’altra regione per un tumore e affetto da incontinenza urinaria e impotenza sessuale. La procedura, condotta in tandem dal dottor Di Pasquale e dal dottor Guido Ranieri, ha previsto l’applicazione di una protesi peniena e uno sfintere artificiale, permettendo all’uomo di recuperare sia la continenza sia la funzionalità sessuale.

Altro da

Non perdere