Il dibattimento si aprirà il 26 febbraio davanti alla Corte d’Assise di Chieti. L’uomo è accusato di aver costretto genitori e sorella, tutti disabili, a vivere in condizioni di degrado e privazioni
CHIETI – Si aprirà il 26 febbraio davanti alla Corte d’Assise di Chieti il processo a carico di un 45enne di Pescara, accusato di maltrattamenti nei confronti dei genitori e della sorella e di abbandono di persona incapace, reati aggravati dalla condizione di disabilità e non autosufficienza dei familiari.
Il procedimento, presieduto dal giudice Guido Campli con Luca De Ninis a latere, arriva a Chieti dopo che il Tribunale di Pescara, il 20 novembre 2025, ha dichiarato la propria incompetenza per materia, disponendo la trasmissione degli atti all’Assise.
Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe costretto i familiari a vivere in condizioni di estremo degrado, senza acqua né riscaldamento a causa del mancato pagamento delle utenze. Avrebbe inoltre privato i congiunti delle pensioni di invalidità, utilizzando il denaro per acquistare droga, e li avrebbe minacciati di morte, contribuendo – secondo la ricostruzione degli inquirenti – alle circostanze che portarono al decesso della madre, avvenuto nel 2021.
Nel processo si sono costituiti parte civile il fratello e la sorella dell’imputato, assistiti dall’avvocato Alfredo Cappellacci, che rappresenta anche l’amministratore di sostegno, avvocato Maria D’Angelo. L’imputato è difeso dall’avvocato Katia Ferri. Il padre, anch’egli vittima dei presunti maltrattamenti, è nel frattempo deceduto.