Al tavolo prefettizio convocato all’Aquila, il sindaco Pierluigi Biondi rilancia un cambio di governance nella ricostruzione delle chiese: più poteri agli enti locali, in sinergia con gli Uffici speciali, per superare frammentazioni e ritardi che dal 2009 hanno frenato i cantieri
L’AQUILA – Riportare i Comuni al centro della ricostruzione pubblica, a partire dalle chiese del cratere sismico del 2009. È un appello netto, ma anche una proposta operativa, quello lanciato dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, intervenuto stamani alla riunione del tavolo prefettizio dedicato agli edifici di culto, convocato dal prefetto Vito Cusumano.
“I Comuni devono tornare a essere centrali nei processi di ricostruzione pubblica, soprattutto nel caso delle chiese. E non solo per il valore monumentale e per la quantità di edifici compromessi ancora presenti sul territorio, ma soprattutto per il valore identitario e sociale che rappresentano per le comunità locali”. Un messaggio che ha fatto da filo conduttore a un confronto istituzionale segnato dal riconoscimento unanime di una situazione di forte criticità.
Al tavolo hanno partecipato, oltre agli Uffici speciali per la ricostruzione Usra e Usrc e alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, i sindaci di numerosi Comuni del cratere: Acciano, Barisciano, Capitignano, Caporciano, Castel del Monte, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Prata d’Ansidonia, Rocca di Mezzo, San Demetrio, Sant’Eusanio Forconese, San Pio delle Camere, Secinaro, Tione degli Abruzzi, Villa Sant’Angelo.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza, secondo Biondi, “l’urgenza di riorientare il modello di governance della ricostruzione, riportando in capo agli enti locali, – affiancati dagli Uffici speciali – la regia degli interventi oggi frammentati tra più amministrazioni dello Stato”.
Una critica esplicita al modello finora adottato arriva poco dopo: “Assoggettare le chiese alla ricostruzione pubblica è stata una scelta sbagliata – ha precisato ancora il sindaco – Infatti, l’affidamento a soggetti terzi non ha prodotto i risultati attesi. Oggi esistono le condizioni per restituire centralità ai Comuni, in stretta sinergia con gli Uffici speciali per la ricostruzione, per superare le inefficienze e accelerare concretamente gli interventi, come peraltro sta avvenendo già all’Aquila. A partire dalla riacquisizione degli interventi sul Teatro comunale, sul San Filippo, sulla Giovanni XXIII, sul complesso di Santa Teresa”.
A rendere possibile questo cambio di passo, secondo il primo cittadino, è un contesto profondamente mutato rispetto agli anni immediatamente successivi al sisma. “Negli anni è cambiato profondamente il quadro normativo e organizzativo – ha spiegato – Gli Uffici speciali sono diventati strutture solide, gli enti locali sono stati rafforzati, sono intervenute stabilizzazioni di personale, innesti di competenze, strumenti straordinari legati anche al Pnrr”.
Non una ricerca di colpe, ma una valutazione basata sugli esiti concreti. “Non si tratta di attribuire responsabilità, ma di guardare ai risultati. Le recenti modifiche normative che consentono di individuare soggetti attuatori diversi rappresentano un’opportunità che va colta per superare un impianto che non ha funzionato”.
Biondi rivendica i risultati ottenuti laddove i Comuni hanno ripreso in mano direttamente i procedimenti: “Quando abbiamo ripreso in mano i procedimenti – penso alle scuole, agli edifici pubblici, a molti interventi sulle frazioni – non solo abbiamo riattivato le procedure, ma siamo andati in gara, abbiamo superato i nodi tecnici e finanziari, ottenuto le autorizzazioni e oggi siamo in fase avanzata o di completamento dei lavori. È la dimostrazione che un altro modello è possibile”.
Nel ringraziare il prefetto Cusumano per aver accolto la richiesta di convocazione del tavolo, il sindaco dell’Aquila ha infine sottolineato il ruolo chiave della Prefettura come snodo tra territorio e amministrazioni centrali. “Con i colleghi sindaci, abbiamo chiesto al prefetto di essere alleato e riferimento forte: il tavolo prefettizio rappresenta il primo passo di un percorso strutturato che punta a ridefinire assetti, competenze e priorità, con l’obiettivo di sbloccare interventi fermi da anni”, ha concluso Biondi, ricordando come nessuno degli edifici pubblici la cui ricostruzione fu affidata a un ente statale sia stato portato a conclusione dal 2009.