Raddoppio Pescara–Roma, Magnacca sollecita Rfi: «Accelerare gli iter per le imprese coinvolte negli espropri»

28 Gennaio 2026
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Raddoppio Pescara-Roma: Magnacca, appello a Rfi per accelerare iter per imprese espropriate

L’assessore alle Attività produttive: «Quattro aziende attendono certezze per programmare il futuro». Il nodo riguarda il lotto 2 dell’opera nei comuni di Manoppello e Alanno

PESCARA – La richiesta è chiara: accelerare le procedure burocratiche legate agli espropri per il raddoppio della linea ferroviaria Pescara–Roma, così da consentire alle imprese coinvolte di pianificare senza incertezze il proprio futuro produttivo. A rivolgere l’appello a Rete Ferroviaria Italiana è l’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, che nel corso di un incontro con le aziende interessate ha assunto l’impegno ad avviare un’azione di sensibilizzazione nei confronti della società.

L’obiettivo, spiega l’assessore, è fare in modo che Rfi «affinché acceleri la chiusura degli iter burocratici per permettere alle aziende di assumere le decisioni più adeguate per la pianificazione dei propri impianti produttivi». Una sollecitazione maturata in un confronto stimolato dal consigliere regionale Antonio Di Marco, alla presenza anche dell’assessore alle Infrastrutture Umberto D’Annuntiis, durante il quale è emersa la necessità di velocizzare le procedure che riguardano le imprese coinvolte nel lotto 2 dell’opera, nei territori di Manoppello e Alanno.

«Ci troviamo di fronte all’esigenza reale di quattro imprese che hanno le sedi nei territori tra Manoppello, Alanno e Scafa. Qui non è in discussione il valore e l’importanza dell’opera infrastrutturale, ma la necessità che le imprese interessate a questo progetto possano avere certezze e continuare a lavorare senza pericolosi scossoni sul fronte produttivo», sottolinea Magnacca.

Nel corso dell’incontro, l’assessore ha inoltre aperto alla possibilità di coinvolgere la Zes – Zona economica speciale per agevolare le eventuali autorizzazioni uniche necessarie in caso di delocalizzazione degli stabilimenti. I territori individuati per il trasferimento dei siti produttivi, infatti, ricadono all’interno della perimetrazione Zes, elemento che potrebbe facilitare i passaggi amministrativi.

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