“Viaggio in Abruzzo”, il Novecento raccontato tra architettura e letteratura

26 Gennaio 2026
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Immagine presa dal profilo social della casa editrice Textus

Con “Viaggio in Abruzzo: immagini di architettura negli scrittori/viaggiatori del Novecento” (Edizioni Textus, L’Aquila), Raffaele Giannantonio propone un percorso di 856 pagine tra letteratura e architettura del Novecento abruzzese

PESCARA – Un lungo e affascinante percorso tra parole, immagini e paesaggi: è Viaggio in Abruzzo: immagini di architettura negli scrittori/viaggiatori del Novecento (Edizioni Textus, L’Aquila), l’ultimo volume di Raffaele Giannantonio, professore ordinario all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Un’opera di 856 pagine, in bianco e nero e a colori, che prosegue e approfondisce la ricerca sui rapporti tra architettura e letteratura, tratto distintivo della produzione scientifica dell’autore.

Il volume, impreziosito dalla grafica di Andrea Padovani (Zoe Design) e dalle fotografie di Luca Del Monaco, è articolato in tre ampie sezioni. Nella prima parte Giannantonio ricostruisce le figure degli scrittori e viaggiatori che hanno lasciato immagini suggestive e spesso sorprendenti dell’Abruzzo del Novecento. Accanto agli autori stranieri – come Ashby, Federer, Hooker, Harrison e Hamilton Jackson – trovano spazio anche grandi nomi della letteratura italiana, da Pirandello a Natalia Ginzburg, da Gadda a Ojetti e Savinio. I loro testi vengono analizzati e messi a confronto con le riflessioni scientifiche dell’autore, offrendo una lettura “integrale” delle opere. Come sottolinea Sergio Pace nella presentazione, considerare romanzi, racconti o poesie come fonti minori rispetto ai documenti tecnici dell’architettura è «un’ingenuità bell’e buona».

La seconda parte del volume è dedicata ai luoghi: città, paesi e monumenti urbani osservati e raccontati dagli stessi autori. Ne emerge un vasto mosaico di realtà sospese tra immobilità e trasformazione, segnate dagli eventi storici che hanno attraversato l’Abruzzo – dalle guerre ai terremoti, dalle ricostruzioni al controverso sviluppo del secondo dopoguerra – così come registrati nelle cronache di viaggio, nei soggiorni e nei reportage di giornalisti d’eccezione. Un racconto che attraversa una terra percepita a inizio secolo come oscura e misteriosa, poi investita da una rapida accelerazione soprattutto nei grandi centri e lungo la costa.

La terza parte si concentra infine sulle emergenze architettoniche situate fuori dai nuclei urbani, quelle che più hanno catturato l’attenzione di viaggiatori e scrittori. Una sorta di “classifica di gradimento” che restituisce, talvolta con esiti inattesi, la natura storica e culturale più autentica della regione.
Con Viaggio in Abruzzo, Giannantonio offre dunque un’opera di grande respiro, capace di intrecciare discipline e sguardi diversi, restituendo un ritratto complesso e profondo dell’Abruzzo novecentesco attraverso il filtro della letteratura e dell’architettura.

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