Aeroporto d’Abruzzo e partecipate, D’Annuntiis replica a Paolucci: «Ricostruzione fuorviante e confusione di numeri»

26 Gennaio 2026
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Umberto D’Annuntiis. L’assessore replica a Paolucci

L’assessore regionale risponde alle critiche sull’indagine della Corte dei conti e difende la gestione di Saga, Fira e Abruzzo Progetti

PESCARA – L’assessore regionale Umberto D’Annuntiis replica alle dichiarazioni del capogruppo Pd Silvio Paolucci sull’indagine della Corte dei conti relativa ai contributi regionali alle società partecipate, tra cui Saga, Fira e Abruzzo Progetti.

«Apprendo con vivo stupore e preoccupazione quanto riportato sugli organi di stampa circa le dichiarazioni del consigliere Paolucci sull’Aeroporto d’Abruzzo», afferma D’Annuntiis, accusando l’esponente Pd di una «ricostruzione totalmente fuorviante» e di aver fatto «confusione di numeri e concetti» in merito alla richiesta di chiarimenti della magistratura contabile sulla gestione 2024.

Nel mirino dell’assessore finisce in particolare il riferimento ai 35 milioni di euro destinati all’aeroporto. «Paolucci non dice in quale arco temporale – spiega – e omette che si tratta di somme conferite alla Saga dal 2020 in poi, comprensive di fondi post Covid e di finanziamenti per l’adeguamento infrastrutturale, come allungamento pista e interventi sismici, provenienti da linee nazionali ed europee».

D’Annuntiis respinge anche le accuse sul mancato investimento tecnologico e sulla sicurezza dello scalo. «L’aeroporto d’Abruzzo è sicuro ed è sottoposto a controlli costanti delle Autorità competenti, che non hanno mai rilevato criticità», sottolinea.

Quanto ai lavoratori interinali, l’assessore parla di un attacco ingiustificato: «Una struttura in crescita, con flussi di passeggeri in aumento, ha bisogno di risorse umane adeguate. Ed anzi chiudo con una bella notizia che sicuramente farà felici anche i consiglieri di opposizione, ossia che anche per questo mese si registra l’ennesimo aumento record di passeggeri rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente», conclude D’Annuntiis.

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