Il TAR di Pescara ha ordinato il ricalcolo dei canoni consortili 2021-2022, coinvolgendo oltre 50 mila contribuenti. Il Consorzio di Bonifica Centro ha avviato un piano di rilancio infrastrutturale e di risanamento finanziario per garantire maggiore trasparenza contabile e migliorare i servizi sul territorio
PESCARA – È nel corso di una conferenza stampa organizzata dal Consorzio di Bonifica Centro, alla presenza dei rappresentanti di categoria di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri, che il presidente Enisio Tocco ha fatto il punto sulla recente sentenza del TAR di Pescara e sulle sue ricadute per – si stima – oltre 50mila contribuenti sul territorio.
La pronuncia del Tribunale amministrativo riguarda il ricalcolo dei canoni consortili per gli anni 2021 e 2022, conseguenza di una vicenda giudiziaria avviata nel 2023 dopo aumenti definiti “considerevoli e disomogenei tra gli agricoli e gli extra agricoli”. In particolare, mentre per i contribuenti agricoli non erano stati applicati incrementi, per gli extraagricoli l’aumento aveva raggiunto il 70%. Una distinzione che non aveva tenuto conto della presenza di alcune aziende agricole assoggettate a un tributo particolare e finite di fatto nella categoria degli extra agricoli.
Da qui il ricorso al TAR da parte dei soggetti interessati. «Giustamente – ha spiegato Tocco – il Tribunale amministrativo ha dato loro ragione». Il Consorzio si è adeguato alla prima sentenza, ma in modo ritenuto parziale, tanto che una successiva pronuncia di ottemperanza ha imposto direttive più puntuali. In particolare, è stato richiesto di affiancare alla contabilità finanziaria anche una contabilità economica, al fine di garantire una corretta ripartizione dei costi.
Il ricalcolo interesserà un numero molto elevato di utenti. Gli avvisi emessi sono circa 66 mila, ma i contribuenti effettivi sarebbero poco più di 50 mila. Tocco ha però invitato alla prudenza sugli esiti: il riconteggio potrebbe non tradursi automaticamente in una riduzione dei tributi per tutti. «Potrebbero esserci anche conguagli negativi per i contribuenti agricoli – ha ammesso – spero di no e, qualora accadesse, cercheremo di evitarlo, perché i costi sono già elevati e il servizio non sempre è stato efficiente».
Accanto alla questione dei canoni, il presidente ha illustrato il piano di rilancio del Consorzio, articolato su due direttrici fondamentali: il potenziamento infrastrutturale e il risanamento finanziario. Sul primo fronte sono previsti interventi di ammodernamento delle reti, sostituzione delle pompe, adeguamento delle stazioni di sollevamento e pulizia delle vasche. Opere complesse, che richiedono risorse importanti, ma che hanno già prodotto risultati concreti. «In questi 20 mesi – ha ricordato Tocco – siamo riusciti a intercettare diversi finanziamenti: la prossima settimana andranno in gara circa 21 milioni di euro per la sostituzione di condotte e stazioni di sollevamento».
Un ruolo significativo è riconosciuto alla Regione Abruzzo, che attraverso fondi FSC e FESR sta sostenendo il piano infrastrutturale. Più delicata resta la situazione finanziaria, appesantita dai debiti accumulati negli anni e aggravata dall’emergenza Covid e dall’aumento dei costi energetici e dei materiali nel biennio 2021-2022. Disavanzi che, ha spiegato Tocco, difficilmente potranno essere colmati solo con il ricalcolo dei canoni. «L’obiettivo – ha precisato – è recuperarli nel medio-lungo periodo, nel modo meno traumatico possibile».
Nel corso della conferenza è stata annunciata anche una novità rilevante sul fronte della depurazione. È stato infatti illustrato l’accordo che porterà, entro 24 mesi, al trasferimento della gestione del depuratore civile al gestore del servizio idrico integrato, con una separazione fisica dall’impianto industriale, che sarà invece messo a gara. Un servizio, quello industriale, ritenuto strategico per il tessuto produttivo locale. «In Abruzzo – ha concluso Tocco – solo il Consorzio di bonifica gestisce in modo continuativo un depuratore per reflui industriali. Per le aziende del territorio è fondamentale mantenerlo operativo».