Indagini chiuse dalla Squadra Mobile: decisiva l’analisi delle immagini di videosorveglianza
TERAMO – Si erano fatti aprire la porta fingendosi carabinieri e, sfruttando la fiducia di due coniugi novantenni, erano riusciti a portar via contanti, documenti e gioielli. A distanza di mesi, però, la truffa messa a segno la scorsa estate a Teramo ha trovato un punto fermo: i presunti responsabili sono stati individuati e denunciati dalla Squadra Mobile.
L’episodio risale a luglio, quando un 90enne teramano era stato avvicinato da due uomini all’interno di un supermercato cittadino. Senza che l’anziano se ne rendesse conto, i due lo avevano seguito negli spostamenti fino al rientro a casa, dove vive insieme alla moglie, coetanea. Una volta individuata l’abitazione, uno dei malviventi si era presentato alla porta indossando una pettorina con il logo dei Carabinieri, qualificandosi come appartenente all’Arma e sostenendo di dover effettuare un controllo su alcune banconote.
Mentre il complice restava all’esterno a fare da palo, il falso carabiniere era riuscito a entrare nell’appartamento e, muovendosi liberamente tra le stanze, ad appropriarsi di un borsello con circa mille euro in contanti, di un libretto postale, di una tessera BancoPosta e di numerosi monili in oro, argento e bigiotteria custoditi in un cassetto chiuso a chiave nella camera da letto.
Nei giorni scorsi la Procura della Repubblica di Teramo ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a due soggetti con precedenti. Fondamentale, per risalire alla loro identità, è stata la meticolosa attività investigativa della Squadra Mobile, in particolare l’analisi delle immagini delle telecamere presenti nella zona, che ha consentito di ricostruire i movimenti e individuare i presunti autori della truffa.