Ai domiciliari il giovane indagato per gli incendi al Progetto CASE di Bazzano

20 Gennaio 2026
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Balconi e finestre anneriti dalle fiamme nella palazzina del Progetto Case di Bazzano, devastata da un nuovo incendio.

Un testimone chiave e telefonate sospette tra gli elementi che hanno portato all’arresto di un 24enne aquilano

L’AQUILA – È stato posto agli arresti domiciliari il giovane ritenuto responsabile della lunga serie di incendi che tra luglio e novembre del 2025 ha colpito il Progetto CASE di Bazzano. L’ordinanza cautelare, emessa dal Gip del Tribunale dell’Aquila, è stata eseguita dalla Squadra Mobile al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica.

Si tratta di un aquilano di 24 anni già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a reati contro la persona. Gli episodi contestati sono otto, tutti di natura dolosa, e hanno riguardato complessivamente 14 edifici dei complessi antisismici di via Fabrizio De André, ai civici 12 e 14. Le strutture, di proprietà del Comune e attualmente disabitate, erano già state oggetto di interventi delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco in più occasioni.

I primi roghi risalgono alla fine di luglio, con due incendi ravvicinati che avevano immediatamente fatto ipotizzare la matrice dolosa. Le fiamme sono tornate a colpire il 14 e il 17 agosto, alimentate dalla vegetazione secca circostante e poi nuovamente in ottobre con quattro episodi avvenuti il 5, 11, 16 e 18 del mese. In particolare, il rogo del 5 ottobre aveva completamente distrutto la piastra 9, richiedendo ore di lavoro ai Vigili del Fuoco.

L’ultimo episodio, l’11 novembre, aveva interessato la piastra 7, avvolgendo alcuni appartamenti vuoti e richiedendo un nuovo intervento congiunto di pompieri e Squadra Volante.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, decisiva si sarebbe rivelata la dichiarazione di un testimone chiave che avrebbe riferito di aver visto il giovane aggirarsi nei pressi delle palazzine in almeno cinque occasioni poco prima degli incendi.

Ulteriori elementi sono arrivati dall’analisi delle cinque telefonate effettuate dal giovane indagato al numero unico di emergenza, nelle quali segnalava presunti oggetti sospetti o incendi in corso. L’uomo, volontario in un’associazione di protezione civile, era spesso presente durante le operazioni di spegnimento.

Le indagini hanno inoltre accertato che il giovane sarebbe responsabile anche dell’incendio all’ingresso della tensostruttura della Protezione Civile situata nei pressi del complesso oltre che del rogo che ha danneggiato l’autovettura di un residente.

Gli incendi, caratterizzati da fiamme alte e colonne di fumo visibili anche dalla superstrada, hanno rappresentato un serio pericolo per la pubblica incolumità. In più di un appartamento sono state infatti rinvenute bombole di ossigeno oltre che una bombola GPL carica, circostanza che avrebbe potuto provocare conseguenze ben più gravi.

In alcuni casi gli investigatori hanno trovato mobili posizionati davanti alle finestre ostacolandone l’apertura dall’esterno e rendendo più difficoltoso l’intervento dei soccorritori.

L’edificio al civico 12 è stato, a seguito dell’incendio, dichiarato totalmente inagibile mentre quello al civico 14 è risultato gravemente danneggiato.

Presente alla conferenza stampa di oggi l’assessore ai Progetti CASE Vito Colonna che ha annunciato l’imminente abbattimento delle due piastre colpite. Le strutture erano già state destinate al progetto Scu del Servizio Civile Universale e per questo motivo risultavano fortunatamente vuote.

«Dopo gli incendi – ha spiegato – il materiale bruciato è diventato rifiuto speciale e ha richiesto procedure specifiche di smaltimento. Stiamo ancora lavorando per ripulire l’intera area».

Il Comune valuterà inoltre la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento alla luce dei danni subiti.

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