Concorsi a Pescara, il Direttore Generale Zuccarini: “Il merito non ha cognome”. D’Alfonso: “Logica da Bonus 110 applicata alle risorse umane”

19 Gennaio 2026
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comune di pescara

Il Direttore Generale del Comune di Pescara, Fabio Zuccarini, precisa in una nota, che le procedure concorsuali sono “blindate”. Mentre parallelamente l’Onorevole D’Alfonso solleva altri dubbi

PESCARA – Il Direttore Generale del Comune di Pescara, Fabio Zuccarini, interviene con una nota ufficiale per respingere le ombre gettate sulle recenti selezioni pubbliche effettuate dell’Ente, parlando di narrazioni strumentali prive di fondamento giuridico. Secondo la Direzione, le procedure sono “blindate” da una struttura tecnica a più livelli che garantisce l’anonimato dei candidati fino alla prova orale e utilizza criteri di valutazione predeterminati per annullare ogni rischio di favoritismo.

Zuccarini sottolinea come l’esclusione di parenti di politici o dipendenti interni sarebbe una violazione della Costituzione, poiché il merito non può essere legato al cognome. La Direzione ribadisce inoltre la massima collaborazione con l’Autorità giudiziaria, definendo l’acquisizione degli atti un atto dovuto che confermerà la regolarità delle operazioni.

A stretto giro arriva però l’affondo dell’Onorevole del Partito Democratico Luciano D’Alfonso, che solleva forti dubbi su tre punti specifici. In primo luogo, D’Alfonso critica la massiccia presenza di “cognomi illustri” nelle graduatorie, ipotizzando una sorta di “logica dei bonus 110” applicata alle risorse umane, dove alcuni candidati verrebbero “trainati” dentro l’Ente in base alla loro posizione strategica rispetto ai nomi noti.

L’Onorevole contesta poi l’esito del concorso per dirigenti del 2023, terminato paradossalmente senza vincitori nonostante la carenza di figure decisionali, e segnala il caso singolare di un candidato che, dopo aver vinto due selezioni, avrebbe rinunciato al livello contrattuale più alto per scegliere quello inferiore. Per D’Alfonso, una città che vuole competere con i grandi capoluoghi deve garantire regole ed evidenza nelle procedure, poiché ogni assunzione determina le reali dotazione competenze dell’amministrazione.

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