L’assessore Magnacca incontra i tecnici Anfia: al via la mappatura delle esigenze delle imprese e la costruzione del dossier tecnico da presentare al Ministero. «Non un esercizio accademico, ma la base per ottenere il PRRI»
PESCARA – La Regione Abruzzo apre ufficialmente il percorso per ottenere il Piano di riconversione e riqualificazione industriale (PRRI) dedicato al settore Automotive, considerato uno dei pilastri dell’economia regionale. Nel pomeriggio, l’assessore alle Attività produttive Tiziana Magnacca ha incontrato i tecnici dell’Anfia, l’associazione nazionale della filiera automobilistica incaricata di redigere lo studio tecnico necessario per avviare l’iter presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’incontro segna l’avvio operativo di un lavoro che punta a fotografare con precisione lo stato del comparto e le sue prospettive. «L’arrivo dei tecnici dell’Anfia in Abruzzo si sostanzia in un tour presso tutte le aziende dell’Automotive abruzzese per capire le reali esigenze e bisogni delle stesse in funzione di una eventuale riconversione o riqualificazione in ragione dei nuovi scenari produttivi», spiega Magnacca. Un percorso che la Regione vuole costruire coinvolgendo ogni attore della filiera: «La volontà della Regione è consultare tutti gli attori del settore: dai responsabili delle imprese più importanti ai responsabili delle associazioni di categoria, da Confindustria ai rappresentanti sindacali dei lavoratori».
Per raccogliere dati aggiornati e omogenei, l’assessorato ha inviato un questionario a tutte le aziende del comparto, così da ottenere «un quadro completo, attuale e più aderente possibile alle esigenze delle aziende», base indispensabile per la redazione del dossier tecnico.
Magnacca chiarisce che il lavoro affidato all’Anfia non ha nulla di formale o teorico: «Ci tengo a precisare che lo studio che redigerà l’Anfia non è un semplice esercizio accademico sullo stato del settore Automotive in Abruzzo, ma uno strumento concreto che sarà centrale nel processo di richiesta che la Regione avvierà presso il Ministero per il riconoscimento del PRRI».
Il Piano di riconversione e riqualificazione industriale, ricorda l’assessore, è uno strumento complesso e strategico: «Promuove, anche mediante cofinanziamento regionale, investimenti produttivi a carattere innovativo, la riqualificazione delle aree interessate, la formazione del capitale umano, la riconversione di aree industriali, il recupero ambientale e l’efficientamento energetico dei siti». Tutti elementi che richiedono «una complessa analisi di contesto per essere riconosciuti in fase governativa».