Rigopiano, nove anni dopo: oggi la commemorazione delle 29 vittime. L’11 febbraio la sentenza dell’appello bis

18 Gennaio 2026
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Strage di Rigopiano

A nove anni dalla tragedia dell’Hotel Rigopiano, oggi la commemorazione delle 29 vittime sul luogo del disastro. L’11 febbraio attesa la sentenza dell’appello bis sul processo, che potrebbe non chiudere definitivamente la vicenda giudiziaria

PESCARA – Nove anni sono trascorsi dalla tragedia dell’Hotel Rigopiano, travolto e distrutto il 18 gennaio 2017 da una valanga di 120 mila tonnellate, che causò la morte di 29 persone. All’interno della struttura si trovavano 40 persone: 28 ospiti, tra cui quattro bambini, e dodici dipendenti. Solo in undici sono riusciti a salvarsi, in una tragedia che, a distanza di anni, continua a interrogare coscienze e istituzioni, mentre il ricordo delle vittime resta vivo nella memoria di tutti.

Una ferita ancora aperta per l’Abruzzo e per l’intero Paese, che oggi torna a essere ricordata sul luogo del disastro, a Farindola, con la tradizionale cerimonia commemorativa alla presenza dei familiari delle vittime.

Il programma della giornata prevede l’inizio alle ore 15 con una fiaccolata fino all’obelisco. Alle 15.45 si terrà l’alzabandiera, accompagnato dal silenzio intonato dalla tromba, seguito dalla deposizione di fiori e corone. Alle 16.15 sarà celebrata la messa sul luogo della tragedia, durante la quale verranno letti i nomi delle 29 vittime e deposte 29 rose bianche. Alle 16.49, l’orario esatto in cui la valanga raggiunse l’hotel, il coro Pacini di Atri intonerà il “Signore delle Cime” e 29 palloncini bianchi saranno liberati in cielo, in un momento di raccoglimento e memoria collettiva.

Nei giorni successivi all’anniversario, l’11 febbraio, è attesa anche la sentenza del processo di appello bis, in corso a Perugia, relativo alle responsabilità giudiziarie legate alla tragedia. In primo grado, a Pescara, il processo si era concluso con cinque condanne e 25 assoluzioni su 30 imputati. In appello, all’Aquila, le condanne erano salite a otto, ma successivamente la Cassazione aveva riaperto le posizioni di sei dirigenti regionali.

Il procuratore generale di Perugia ha chiesto la conferma delle condanne per alcuni imputati, sostenendo che i termini di prescrizione possano essere estesi. La vicenda giudiziaria potrebbe quindi proseguire anche dopo la sentenza, con un possibile nuovo ricorso in Cassazione.

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